Amianto a Castelli Calepio (Bg), sequestro alla Fratus

Ieri il magistrato da Brescia e carabinieri in Comune e ai capannoni dell'azienda in liquidazione. Indagato il sindaco.

(red.) Il caso si è acceso nella sponda bergamasca del fiume Oglio, ma i timori riguardano anche la parte bresciana, in particolare Palazzolo. Ieri mattina, venerdì 6 marzo, il sostituto procuratore di Brescia Antonio Bassolino con i carabinieri del Nucleo Operativo ed Ecologico di Grumello del Monte hanno raggiunto il municipio di Castelli Calepio per acquisire una serie di documenti. E nello stesso tempo i militari anche sequestrato due capannoni della fabbrica Fratus di Quintano in liquidazione.

Al centro della vicenda c’è l’eternit che ricopre i tetti della struttura abbandonata e mai smaltito e che aveva già indotto ad aprire un’inchiesta. Infatti, dal 2013 spesso si staccano i pezzi dal tetto dei due capannoni e raggiungono le proprietà vicine, anche quelle di Palazzolo. Più volte era stata emessa un’ordinanza di rimozione di quel materiale cancerogeno, ma nella pratica non è mai avvenuto alcun intervento. E lo scorso agosto 2019 la stessa fabbrica era stata interessata da un incendio accentuando il pericolo ambientale.

Per quanto sta accadendo, la procura di Brescia aveva già iscritto nel registro degli indagati i titolari dell’azienda Luigi Fratus e la figlia Patrizia per concorso in disastro ambientale e omessa bonifica, ma anche la responsabile del settore Ambiente del Comune Lucia Andriola. Ora si aggiunge anche il sindaco del paese bergamasco Giovanni Benini che con l’impiegata è accusato anche per omissione di atti d’ufficio.

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