Delitto Stefania Crotti, chiesto ergastolo per la Alessandri foto

E' la richiesta dell'accusa nel processo con rito abbreviato. L'imputata nega di aver dato e la premeditazione.

(red.) Nelle ore intorno a giovedì 27 febbraio in tribunale a Brescia – le udienze sono a rilento a causa del Coronavirus – è giunto il caso del processo in corso a carico di Chiara Alessandri. Si tratta della donna che per l’accusa avrebbe ucciso e dato fuoco alla moglie dell’ex amante Stefania Crotti. Per l’imputata, come emerge da fonti di stampa che riportano gli esiti dell’udienza, il pubblico ministero ha chiesto l’ergastolo.

Era il 17 gennaio del 2019 quando, in base alla ricostruzione degli inquirenti, la Alessandri avrebbe fatto in modo di attirare la rivale verso la propria abitazione di Gorlago, in provincia di Bergamo. Qui sarebbe nato lo scontro e i colpi che hanno reso moribonda la Crotti. In seguito, l’assassina aveva caricato il corpo sul proprio mezzo e lo avrebbe abbandonato tra le campagne di Erbusco, nel bresciano, dandogli poi fuoco.

E dall’autopsia era emerso che la vittima era ancora viva nel momento in cui era diventata una torcia umana e per poi morire. Chiara Alessandri, detenuta in carcere e accusata di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e soppressione di cadavere, è a processo con rito abbreviato e durante l’udienza ha negato di aver dato fuoco e di aver organizzato quell’omicidio. Ora è attesa la sentenza da parte del giudice.

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