Corte Franca, due imprenditori arrestati per bancarotta fraudolenta

Avrebbero fatto fallire due società e trasferiti immobili in altre realtà a prestanome riconducibili a loro stessi.

(red.) Costruivano beni immobili con i soldi delle banche e li trasferivano a società di capitali intestate a propri prestanome senza provvedere al pagamento del prezzo. Questo è il meccanismo distrattivo che ha portato la Guardia di Finanza di Brescia, nell’ambito dell’operazione “Unreal Estate”, ad eseguire nei giorni intorno a martedì 14 gennaio un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice Carlo Bianchetti nei confronti di una coppia d’imprenditori di Corte Franca.

I due sono accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta posta in essere in danno di due società di capitali bresciane operanti nel settore della costruzione e compravendita di beni immobili. Sottratte risorse finanziarie per 1,2 milioni di euro trasferite dai conti correnti delle fallite a terzi a titolo di “finanziamento” mai restituito. Distratto un complesso immobiliare composto da sette appartamenti situato sul lago d’Iseo del valore di 1,4 milioni di euro e una villa a Corte Franca da 470 mila euro in cui vivevano gli indagati fino al giorno dell’arresto.

Queste condotte hanno causato il dissesto delle due società di capitali, un danno patrimoniale ai creditori e consentivano agli indagati di conservare gli immobili ceduti nei patrimoni delle ulteriori società, di fatto, sempre a loro riconducibili. Indagini finanziarie, perquisizioni, analisi documentali e testimonianze hanno consentito di ricostruire la condotta fraudolenta. Sequestrati tre orologi di pregio e conti correnti per 130 mila euro.

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