Rezzato, CoDiSa contro Castella 3. “Provincia si opponga alla richiesta Via”

"E' un insulto al territorio dopo anche la bocciatura del Consiglio di Stato" si legge in una nota del Comitato.

(red.) Dopo la richiesta della società Garda Uno arrivata alla Provincia di Brescia per una valutazione d’impatto ambientale di un nuovo sito di smaltimento dei rifiuti da piazzare a Rezzato, da molti ribattezzata come Castella 3, il Comitato Difesa Salute e Ambiente (CoDiSa) ha lanciato un attacco agli stessi proponenti. “E’ un insulto alla comunità, uno spreco di risorse pubbliche, ma soprattutto un atto di disprezzo verso la sentenza del Consiglio di Stato che non lascia spazio a nuove discariche in quel territorio – si legge in una nota del comitato attraverso il portavoce Francesco Venturini – è un progetto fotocopia di quello della Castella 2, appena bocciato dal Consiglio di Stato perché localizzato in un contesto territoriale già pregiudicato a livello ambientale e sottoposto a fattori di rischio e di pressione fortemente impattanti.

Ha sbagliato a insistere su questa localizzazione: dopo il no della Regione Lombardia con la prima bocciatura del Tar di Castella 1, al posto di presentare il secondo progetto (Castella 2), bocciato dal Consiglio di Stato, doveva cercare altri luoghi, oppure abbandonarlo. Questo ulteriore progetto potrebbe permettere d’inserire a bilancio le previsioni d’introito così da coprirne i costi e averne un utile. Tutto ciò – attacca ancora CoDiSa – nel tentativo di non appesantire il già ‘affaticato’ bilancio ed evitare di dover rendere manifesto ai soci lo squilibrio generato dal fallimento dei due precedenti tentativi.

Ci sorge il dubbio faccia il paio con l’arrogante ‘invenzione’ del risarcimento da 17 milioni di euro chiesto al Comune di Rezzato colpevole di non avere osservato un pre-accordo del 2007 il cui normale iter venne annullato nel 2008 dallo stesso Consiglio comunale. Crediamo che questo tipo di operazioni siano fuori luogo”. Per questo motivo il comitato, oltre a chiedere ai Comuni interessati da quel sito di opporsi al nuovo progetto, si rivolge alla Provincia per bocciare la richiesta di Via e anche di valutare l’uscita del Broletto dalla società di Garda Uno.

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