Coronavirus, famiglia di Roncadelle dalla Cina in auto-quarantena

Sulla vetrina della loro sartoria in via Castello hanno affisso un messaggio eloquente. Riapertura il 17 febbraio.

(red.) Quel cartello scritto a mano e affisso sulla serranda esterna della sartoria di via Castello a Roncadelle, nell’hinterland bresciano, aveva creato qualche allarme. E’ stato notato martedì 11 febbraio e nel messaggio si fa riferimento al fatto che i due titolari, marito e moglie cinesi, sarebbero rientrati lo scorso 1 febbraio da un viaggio in Cina. E che per non creare problemi e rischi da Coronavirus, hanno deciso di mettersi da soli in quarantena insieme ai loro due figli per quattordici giorni.

Cioé il periodo massimo indicato dall’Istituto Superiore di Sanità e durante il quale si può verificare l’eventuale insorgenza del virus. Sullo stesso cartello, che però in serata è stato rimosso per evitare allarmismi, era anche scritto che l’attività avrebbe riaperto lunedì 17 febbraio. Sembra che anche i due figli non si siano presentati a scuola proprio per l’auto-quarantena, ma nel frattempo in paese è emersa la preoccupazione perché non è chiaro se i quattro tornati dalla Cina stiano bene.

Situazione che, invece, è stata confermata dai vicini di casa parlando di una famiglia in salute e senza problemi. Del caso è stato informato anche il Comune che ha già allertato l’agenzia di tutela della salute per tutte le misure da mettere in campo ed eventualmente le disposizioni da adottare.

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