Desenzano: “No della maggioranza di destra agli Enti Locali per la Pace”
La mozione di due consiglieri Pd che proponeva l'adesione al Coordinamento nazionale per la pace e i diritti umani è stata bocciata in consiglio comunale.
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Desenzano del Garda. I consiglieri comunali del Partito democratico Maria Vittoria Papa e Bernardo Comini hanno presentato nel consiglio comunale del 27 ottobre una mozione per l’ adesione della città di Desenzano del Garda al ‘Coordinamento nazionale enti locali per la pace e i diritti umani’, organismo che dal 1986 promuove l’impegno dei Comuni per la pace, i diritti umani, la solidarietà e la cooperazione internazionale.
La mozione, informa l’opposizione in una nota, “è stata seccamente respinta dalla maggioranza di destra che amministra la città” (10 voti contrari, favorevoli il consigliere Terzi, i 4 consiglieri del Partito democratico e il consigliere del Movimento 5 Stelle).
«Colpisce la posizione della Lega in Consiglio, così come espressa dall’onorevole Formentini», afferma la capogruppo Pd Maria Vittoria Papa, «che non solo parla di un’ideologia pacifista appannaggio della sinistra e unilaterale nei suoi interventi, ma addirittura tira in ballo la questione dei migranti per accusare il Coordinamento e la città di Brescia in particolare per i suoi interventi umanitari sulla rotta balcanica. Il pacifismo non è un’ideologia, ma un impegno per cui proprio cooperanti bresciani diedero la vita durante la Guerra dei Balcani, e il ricordo grato e commosso va a Sergio Lana, Guido Puletti e Fabio Moreni».
«Non si capisce un pregiudizio ideologico così marcato», aggiunge il consigliere Terzi, «quando la città di Desenzano ha fatto parte del coordinamento dal 2002 al 2017, con amministrazioni di centro sinistra (Pienazza e Leso) e di centrodestra (Anelli). In un momento come quello attuale, in cui sta crescendo un pericoloso senso di smarrimento e di inquietudine servirebbe costruire fiducia e speranza attraverso atti concreti che dimostrino la capacità di superare steccati ideologici, per fare rete insieme a tutti i costruttori di pace».
«Dispiace che l’invito di papa Francesco a farsi operatori di pace non venga accolto per motivi pretestuosi», conclude il consigliere Pd Bernardo Comini, «l’invito a superare le divisioni ideologiche per fare rete e promuovere azioni concrete, coordinate, con possibilità di scambio e di collaborazione fra schieramenti avversi non è stato accolto per paura di una contaminazione. Questa difesa identitaria dice molto della chiusura e del disinteresse della maggioranza per la costruzione di una cultura di pace e di solidarietà fra i popoli, come pure è previsto dallo Statuto comunale».








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