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Garda bresciano, l’accoglienza ai profughi ucraini diventa risorsa

Il Consorzio turistico Garda Lombardia ha avviato un progetto che prevede di assumere i profughi in fuga dalla guerra nelle strutture ricettive e nei locali.

Garda bresciano. In fuga dalla guerra, spesso con i propri figli piccoli, accolte nel bresciano ed ora con un’offerta lavorativa proposta dalle strutture ricettive afferenti al Consorzio turistico Garda Lombardia.
Un’opportunità per una nuova vita, in attesa di poter, chissà quando e chissà come, ritornare in Ucraina, per diverse profughe che hanno trovato rifugio sul Benaco.
Un’idea lanciata già il mese scorso, subito dopo lo scoppio del conflitto con la Russia, dall’associazione bresciana con un duplice scopo: offrire un lavoro remunerato alle donne fuggite dal conflitto ancora in corso e, anche, sopperire alla mancanza di personale stagionale negli alberghi e nei locali.
Una quarantina di persone sta già lavorando nelle strutture sparse tra Sirmione e Limone del Garda, nelle quali, oltre a svolgere mansioni di pulizia e servizio ai tavoli degli alberghi, alloggiano anche con le proprie famiglie.
Negli ultimi due anni, complice la pandemia, la manodopera era gradualmente diminuita, tant’è che nel week end di pasqua, a fronte di un flusso inaspettato di turisti, alcune strutture ricettiva, ma anche molti ristoranti e bar si sono trovati sguarniti di personale.

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