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San Felice, corpo nel lago: attesa per l’identificazione

Sembrano ormai pochi dubbi attorno all'identità del cadavere trovato nelle acque del Benaco: manca ancora l'ufficialità, ma gli indizi portano tutti a Paola Tonoli.

(red.) Manca ancora la conferma ufficiale con la comparazione del Dna, ma sembrano ormai pochi i dubbi attorno all’identità del cadavere di donna recuperato dalle acque del Garda. Tutti gli indizi e, anche, un riconoscimento in via ufficiosa da parte della famiglia, sembrano portare nella direzione di Paola Tonoli, la 43enne di San Felice del Benaco (Brescia) , scomparsa tre settimane fa.

Nessun elemento ha ancora smentito l’ipotesi investigativa che possa trattarsi dell’insegnante, madre di Samuele Freddi, il 20enne morto improvvisamente alla fine di agosto e le cui circostanze del decesso non sono ancora state del tutto chiarite.
Giovedì mattina, presso l’Istituto di Medicina Legale degli Spedali Civili di Brescia, è iniziata l’autopsia sul corpo, ma l’avanzato stato di decomposizione in cui si trova la salma, legato alla lunga permanenza in acqua, ha reso necessari altri prelievi per la comparazione con campioni di Dna della donna scomparsa forniti ai carabinieri della famiglia.
Anche gli abiti sembrerebbero essere quelli che indossava Paola al momento della scomparsa. Alcuni suoi effetti personali erano stati trovati nei pressi del luogo in cui poi il corpo è stato avvistato e recuperato. Anche i folti capelli ricci porterebbero nella direzione della 43enne.
La donna stava vivendo un periodo di fragilità: il 27 ottobre si era allontanata dalla casa dei genitori, quindi era stata ripresa da alcune telecamere di sorveglianza di un’abitazione privata mentre scavalcava un cancello sul promontorio di San Fermo e i cani molecolari avevano fiutato le sue tracce fino alla strada che porta al cimitero dove è sepolto il figlio. Poi di lei, nessuna traccia.

Ingente il dispiegamento di forze per rintracciarla: sono stati scandagliati decine di metri di fondale, ma inutilmente. Le ricerche della donna si sono protratte senza sosta per una settimana, poi lo stop e, successivamente, l’avvistamento di un corpo senza vita, nella serata di domenica, da parte di una persona che stava facendo una passeggiata sul lungolago.
Fino a quando non verrà stabilita con certezza l’identità del cadavere il corpo rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria. Da stabilire anche le cause del decesso: escluso qualsiasi segno esterno di violenza, si dovrà accertare se la morte è riconducibile ad annegamento oppure ad assideramento.

 

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