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Depuratore, il parere di Bruxelles “smuove” le acque

(red.) Il parere espresso dalla Commissione europea sul (futuro) maxi impianto di depurazione del Garda a Montichiari e Gavardo, nel bresciano, ha smosso le acque (per usare un gioco di parole), sia sul fronte dei comitati ambientalisti e di cittadini che si oppongono all’infrastruttura, sia della parte avversa, ovvero di coloro che ritengono che il collettore sia un’opera non procrastinabile e necessaria.

Il commissario europeo per l’Ambiente Virginijus Sinkevicius , rispondendo all’interrogazione della Verde Eleonora Evi ha affermato che: “Lo smaltimento fognario è disciplinato dalla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. I dati comunicati dall’Italia indicano che Gavardo e Montichiari non soddisfano i requisiti di trattamento. In linea con gli obiettivi della Ue in materia di inquinamento zero, sono necessari investimenti negli impianti di trattamento per ridurre i livelli di inquinamento individuati”. Un parere che, seppur autorevole, non è ostativo alla realizzazione dell’impianto.

Ciò significa che Governo, Ato e gestore possono proseguire l’iter per la realizzazione del collettore, sotto la “supervisione” di Bruxelles, ma, dall’altra parte, i comitati che si oppongono all’impianto sul Chiese possono avvalersi del parre espresso dall’Europa che ha rimarcato “l’insufficienza” dello stesso, così come è stato concepito.
Per i sindaci dei paesi interessati dall’infrastruttura “un’arma in più” per “ripartire da zero”, come ha sottolineato Davide Comaglio, primo cittadino di Gavardo. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il collega di Montichiari, Marco Togni, il quale ha ribadito la convinzione che “lo studio di Acque Bresciane è ambientalmente sbagliato”. Per Damiano Giustacchini, sindaco di Prevalle,  la posizione espressa dalla Commissione Ue non è travisabile: “il progetto Gavardo-Montichiari non regge”.

Marco Apostoli del presidio 9 agosto rimarca l’assenza di presa di posizione dei politici bresciani, evidenziando che a “credere” nel depuratore del Garda oramai sono solamente “il Prefetto e il ministro Marco Cingolani”.
Per il momento, il commissario straordinario per il depuratore, Attilio Visconti, non si è ancora espresso sul parere di Bruxelles: lo farà, probabilmente, nei prossimi giorni, dopo essersi confrontato con l’Ufficio d’Ambito di Brescia (Ato) e Acque Bresciane. La lettura prevalente è, comunque, quella di una non bocciatura dell’impianto da parte dell’Ue, ma di un’osservazione che, invece, rileva come i collettori debbano essere realizzati in breve tempo, “entro il 2027” come espresso dal commissario europeo per l’Ambiente Sinkevicius.

 

 

 

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