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Bruxelles “boccia” il depuratore del Garda

Il commissario europeo per l'Ambiente Virginijus Sinkevicius, in risposta a un'interrogazione, ha definito l'impianto di Gavardo-Montichiari " insufficiente". Il parere non ha il potere di fermare l'opera.

(red.) Il depuratore del Garda a Montichiari e Gavardo? “Non soddisfa i requisiti di trattamento delle acque reflue”. A dirlo non sono i comitati di cittadini ed ambientalisti che da mesi si battono contro il maxi impianto sul Chiese individuato dal commissario straordinario, il prefetto di Brescia Attilio Visconti, ma direttamente la Commissione europea che, rispondendo a un’interrogazione, ha bocciato il collettore.
Il commissario europeo per l’Ambiente Virginijus Sinkevicius , rispondendo alla domanda della Verde Eleonora Evi ha affermato che: “Lo smaltimento fognario è disciplinato dalla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. I dati comunicati dall’Italia indicano che Gavardo e Montichiari non soddisfano i requisiti di trattamento. In linea con gli obiettivi della Ue in materia di inquinamento zero, sono necessari investimenti negli impianti di trattamento per ridurre i livelli di inquinamento individuati”.

Un “no” da Bruxelles che, tuttavia, non è vincolante, ovvero, seppur rappresenti una netta posizione sul futuro depuratore delle acque reflue del Garda, tuttavia non è ostativo alla sua realizzazione. Insomma, l’Europa non può impedire la costruzione del depuratore secondo le modalità decise dal Commissario, il prefetto di Brescia Attilio Visconti.
Sempre nel documento, il commissario Sinkevicius  ribadisce che: “Ai sensi della direttiva quadro sulle acque, tutti i corpi idrici superficiali avrebbero dovuto raggiungere un buono stato ecologico e chimico entro il 2015, con deroghe limitate fino al 2027″. “Secondo le informazioni riportate nel secondo piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po”, sottolinea il commissario europeo, “la parte occidentale del lago di Garda presenta uno stato ecologico e chimico scarso. Lo stato chimico del fiume Chiese risulta buono, mentre il suo stato ecologico varia da buono a sufficiente, a seconda della zona”.
Cosa comporta questo dato? Che “occorre garantire che sia il fiume Chiese sia il lago di Garda possano raggiungere un buono stato entro il 2027″. Nella risposta all’interrogazione,  Sinkevicius non fa alcun riferimento al principio di prossimità secondo cui le acque reflue vanno smaltite nel medesimo bacino idrografico in cui vengono prodotte, ma evidenzia comunque l’insufficienza degli impianti previsti nel progetto del Garda. Un parere non vincolante, ma comunque autorevole quello espresso dall’Unione europea. Si attende ora di conoscere quale risposta verrà dalle istituzioni bresciane a seguito della risposta di Bruxelles.

 

 

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