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Uliveti, “a rischio di abbandono, dopo l’alto Garda, anche le piante in Valtenesi”

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(red.) L’olivicoltura bresciana e lombarda, oltre al suo rilievo economico e alla qualità riconosciuta oltre confine, rappresenta un vero patrimonio anche per la sua valenza paesaggistica e ambientale, legata alle aree a maggiore vocazione turistica della nostra provincia. Rimarcando questa peculiarità, Rita Rocca, olivicoltrice gardesana e presidente della federazione Olivicola di Confagricoltura Lombardia, è intervenuta al tavolo regionale dedicato al settore, convocato martedì 9 novembre dall’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi per affrontare l’ennesima annata disastrosa. “Già nell’estate stimavamo una perdita di olive del 40 per cento – ha confermato la presidente -, oggi, nelle settimane dedicate alla raccolta, le perdite sono quantificate nell’80 per cento, bissando il record negativo del 2019”.
Una serie di concause, legate agli eventi meteorologici in fase di fioritura e ad alcuni patogeni, ha ripetuto a un anno di distanza il fenomeno della cascola, che ha lasciato a terra quasi l’intero raccolto di olive. “Grazie alla sensibilità dell’assessore Rolfi che ha accolto la richiesta di Confagricoltura – aggiunge Rita Rocca – abbiamo ripreso il confronto con la Regione per individuare gli strumenti utili per il rilancio del settore”.

La pesantezza della situazione rischia persino di acuire il fenomeno dell’abbandono degli uliveti che, oltre all’alto Garda, rischia di investire anche altre zone come la Valtènesi, vanificando gli investimenti di questi decenni.
Al centro della discussione è stato il tema della prevenzione fitosanitaria, che vede in prima linea il servizio Fitosanitario regionale. “I costi della gestione degli oliveti – ha evidenziato Marco Penitenti, vicepresidente della sezione Olivicola di Confagricoltura Brescia – sono decuplicati in questi anni proprio per le emergenze fitosanitarie che dobbiamo fronteggiare”. Gli attacchi fungini e la presenza della cimice asiatica richiedono un impegno straordinario in termini di ricerca e sperimentazione, “ma nel contempo è necessario – continua Penitenti – mettere in campo tutte le soluzioni già disponibili grazie alle attività condotte dalla Regione”.
Per questo Confagricoltura chiede che si prosegua nell’interlocuzione con tavoli tecnici dedicati alle tematiche fitosanitarie. Non solo, anche le imminenti scelte legate agli aspetti dell’Ocm Olio, previsti dalla nuova Pac, devono essere affrontate per rispondere alle peculiarità dell’olivicoltura della nostra regione.

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