Quantcast

Il depuratore? Non cambia sponda

Scartata dal commissario, il prefetto Attilio Visconti, l'ipotesi di traslocare il maxi impianto sulla sponda est del Chiese. I necessari espropri dilaterebbero tempi e costi.

(red.) Non cambierà sponda il depuratore del Garda. Il prefetto di Brescia, commissario straordinario per l’impianto che verrà costruito a Gavardo e Montichiari, ha abbandonato l’ipotesi di spostare il collettore sul lato sinistro del fiume Chiese.
L’ostacolo rappresentato da alcune abitazioni private esistenti sulla sponda sinistra del fiume hanno portato il commissario ad escludere la possibilità di erigere l’impianto sulla sponda est, così come suggerito dalla Soprintendenza, a motivo della presenza di una zona naturalistica che potrebbe venire compromessa dalla costruzione dell’impianto fognario .
I tempi ed i costi per un esproprio di case e terreni hanno fatto il resto, così come relazionato da Acque Bresciane che, in un report redatto nei giorni scorsi, scrive che “l’area idonea ha una superficie di circa 32.600 metri quadrati, e dal momento che nell’ipotesi originale l’impianto ne occupava circa 34.000, oltre ad ulteriori 19 mila per opere di mitigazione ambientale e paesaggistica, nel nuovo scenario dovranno essere drasticamente ridimensionate o realizzate in aree esterne”.

Il capitolo espropri poi avrebbe comportato “un iter potenzialmente lungo che in teoria potrebbe dilatare i tempi dell’apertura dei cantieri”, senza dimenticare che i proprietari di abitazioni e terreni potenzialmente alienabili per la costruzione del depuratore avevano già annunciato battaglia, prospettando quindi un dilatamento dei tempi per la costruzione del collettore delle acque reflue.

E se la costruzione sulla sponda est avrebbe comportato un risparmio di 1,4 milioni di euro, evitando la realizzazione di un ponte di attraversamento stradale del Chiese, tale risparmio sarebbe poi stato vanificato dai costi degli espropri e dalla necessaria edificazione dello scarico nel Naviglio Grande.
Il depuratore dunque, dopo che anche il Governo si è espresso a favore del maxi impianto, si farà dove era previsto. Il prefetto tira dritto, con l’obiettivo di dare il via ai lavori entro il 2024 e di concluderli due anni dopo.

 

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.