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Salò, Greta non poteva essere salvata

Questo l'esito della relazione autoptica sul corpo della 25enne di Toscolano Maderno rimasta uccisa, con Umberto Garzarella nello scontro con l'Aquarama dei due turisti tedeschi.

(red.) Greta Nedrotti non avrebbe potuto essere salvata. Troppo gravi le ferite riportate nell’ incidente navale in cui morì sul colpo l’amico che era con lei, Umberto Garzarella.

Queste le conclusioni della relazione tecnica emersa dall’autopsia effettuata sul corpo della 25enne deceduta nel tragico scontro tra barche avvenuto lo scorso 19 giugno nella acquee di Salò (Brescia).

Per i medici legali Andrea Verzeletti e Maria Cristina Russo, il consulente della Procura di Brescia chiamato a verificare le  cause della morte dei due giovani, Umberto, 37 anni, è deceduto nell’immediatezza della collisione con il potente motoscafo Aquarama a bordo del quale si trovavano due turisti tedeschi , accusati entrambi di omicidio colposo e di omissione di soccorso, mentre Greta è spirata pochi minuti dopo l’impatto, che l’ha sbalzata in acqua dove è stata poi ritrovata a quasi 100 metri di profondità.

Secondo Verzeletti e Russo “anche in presenza di soccorsi immediati è sostanzialmente da escludere che si sarebbe potuto evitare (o anche solo ritardare) il decesso di Greta Nedrotti”.

Per la morte dei due ragazzi è stato arrestato Patrick Kassen, 52anni, ora ai domiciliari in una località segreta nel modenese, le cui impronte sono state rilevate sul timone del motoscafo, mentre il proprietario del fuoribordo è indagato a piede libero. Kassen si è assunto la responsabilità della guida del natante che ha travolto ed ucciso i due ragazzi bresciani. Un altro profilo biologico, per ora ignoto, è stato rilevato sul motoscafo a bordo del quale si trovavano, come testimoniato anche da diverse riprese video, i due manager tedeschi.

 

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