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Depuratore, un’interrogazione alla Commissione Ue

Contro la realizzazione dell'impianto a Gavardo e Montichiari, un ricorso a Bruxelles presentato dall'europarlamentare dei Verdi Eleonora Evi.

(red.) Il “caso” del depuratore del Garda arriva a Bruxelles.  A depositare un ricorso contro la realizzazione dei due impianti a Gavardo e Montichiari, nel bresciano è stata l’europarlamentare dei Verdi Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde, secondo la quale il progetto, che ha trovato l’imprimatur del prefetto di Brescia, Attilio Visconti, contrasterebbe con la direttiva europea 101 del 2014, ovvero con il “principio di prossimità”.

Un tema, quello della vicinanza del depuratore al territorio che necessita della depurazione delle acque reflue che è proprio il tema caldo su cui si battono sia gli ambientalisti sia i cittadini e su cui si è accesa la battaglia che ha portato il “Comitato 9 agosto” ad inscenare una protesta con un presidio permanente davanti ala Broletto a Brescia e a promuovere una manifestazione di protesta che è andata in scena sabato 11 settembre con la partecipazione di un migliaio di persone.

La scelta di Gavardo e Montichiari, secondo quanto riportato nel ricorso a Bruxelles, non terrebbe conto della mozione Sarnico votata dal consiglio provinciale: che cosa afferma il testo votato in Broletto? Che gli impianti vanno realizzati nei territori di competenza.

Secondo Evi, la scelta del prefetto (nominato commissario straordinario per il depuratore) non solo violerebbe questa decisione, ma anche le direttive europee sul principio di prossimità secondo cui i rifiuti dovrebbero essere gestiti laddove vengono prodotti.

Sotto la lente dell’europarlamentare verde anche i costi per la realizzazione degli impianti: 230 milioni di euro. Una somma che potrebbe invece essere ridotta sostituendo l’attuale sublacuale, per un intervento di “soli” 15 milioni di euro e con tempi di realizzazione più contenuti (18-24 mesi) rispetto a quelli previsti con i nuovi impianti di Gavardo e  Montichiari (data stimata per la conclusione dei lavori 2023/2024).

Anche i sindaci del Chiese sono pronti a dare battaglia a colpi di carte bollate: giovedì scorso i primi cittadini di Gavardo, Montichiari e Prevalle hanno dato mandato ad un legale per presentare ricorso contro la nomina del prefetto a commissario per il depuratore. Obbiettivo? Ottenere una sospensiva entro il 22 settembre, così da “bloccare” l’iter per la realizzazione degli impianti. In quella data, infatti, si conclude la raccolta delle osservazioni della Conferenza dei servizi. 

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