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Polpenazze, dal Lucone “pezzi di vita” di 4mila anni fa

Nel sito archeologico oggetto di scavi sono stati rinvenuti oggetti di uso quotidiano, frutta e anche resti di bambini risalenti all'Età del Bronzo.

(red.) In attesa che si concludano i lavori scavo, con una festa programmata per il prossimo 5 settembre, dal sito archeologico del Lucone a Polpenazze, nel bresciano, continuano ad emergere reperti che raccontano la vita di uomini e donne vissuti oltre 4mila anni fa.

Dopo il ritrovamento dei resti di un gatto dell’età del bronzo al Lavagnone, a Desenzano, che testimonia come il felino fosse già un animale da compagnia migliaia di anni fa, dagli ultimi lavori di scavo nel territorio gardesano sono stati rinvenuti materiali diversi: utensili come tazze e vasi,  frutta, pugnali, zappe, e resti riferibili a bambini. Materiali tutti risalenti  all’Età del Bronzo, tra il 2034 e il 2031 a.C.

Il sito archeologico gardesano è patrimonio Unesco dal 2011 (insieme a San Sivino, Manerba e Lavagnone, Desenzano) ed il cantiere è coordinato dal Museo archeologico della Valsabbia, in collaborazione con Cnr, Soprintendenza, Istituto per i beni culturali ed Università.

Nello “scavo aperto” sono permesse le visite, dal lunedì al venerdì, mattina e pomeriggio, per visitare il sito ed incontrare anche gli archeologici.

In questo luogo, che comunque non sarebbe un sito per la sepoltura rituale, anni fa era stato portato alla luce uno scheletro di un bambino, denominato “Gabry” ed il teschio di una bambina, “Laury”.

 

 

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