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Salò, “inverosimile non vedere il gozzo”

Nella relazione della Guardia costiera si sottolinea l'impossibilità che chi guidava l'Aquarama non potesse vedere la barca con a bordo Greta ed Umberto.

(red.) Impossibile non vedere il gozzo su cui si trovavano Greta Nedrotti ed Umberto Garzarella, i due giovani rimasti uccisi nel tragico incidente nautico dello scorso 19 giugno a Salò, nel bresciano.

Sono queste le conclusioni della relazione tecnica effettuata dalla Guardia costiera sullo scontro tra natanti che ha portato all’arresto, prima in carcere e poi a i domiciliari, del turista tedesco Patrick Kassen e ad indagare a piede libero per i medesimi reati (omicidio colposo e omissione di soccorso) anche l’amico che era con lui sul motoscafo Aquarama, Christian Teismann, proprietario del natante.

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Kassen, durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto, ha ribadito di non essersi accorto di essere entrato in collisione con un’altra barca, ritenendo invece di avere colpito una boa o un legno alla deriva.
Ma per gli inquirenti si tratta di una eventualità poco probabile:  “Appare inverosimile”, si legge nel report della Guardia Costiera, “che i due fari anteriori dell’unità sopraggiungente a 20 nodi, che coprono la visibilità di uno specchio acque antistante la prora per almeno 5/10 metri non abbiano fatto notare al conduttore la presenza della piccola unità collisa, il che avrebbe dovuto fare arrestare la navigazione, anche dopo il salto, per prestare soccorso agli occupanti dell’unità”.

Secondo i rilievi effettuati dai militari che per primi hanno effettuato rilievi sui resti del gozzo di Umberto Garzarella, rinvenuto alla deriva nella acque del Garda, “la visibilità notturna la sera dell’incidente nautico era ottimale, anche in virtù della fase lunale (crescente e quasi piena), che fa aumentare la possibilità di vedere altre unità in navigazione”.
L’alta velocità avrebbe quindi avuto una fase determinante nell’incidente e nella morte dei due ragazzi.
Proseguono intanto  i rilievi tecnico-scientifici sulle due imbarcazioni, da parte dei consulenti della procura e di quelli dei due indagati.

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