Asst Garda, sospesi 57 dipendenti no vax

Per i sindacati sono stati sollevati dall'incarico anche coloro che, tra medici e infermieri, hanno chiesto congedi straordinari o per maternità.

(red.) Incominciano  a farsi sentire, nel bresciano, le conseguenze delle prime sospensioni dei cosiddetti “sanitari no vax”, ovvero di coloro che, tra medici, infermieri e personale che non si sono  (ancora) sottoposti alla vaccinazione anti-Covid 19.

Dopo la riorganizzazione dei turni lavorativi ed il taglio di dieci posti di degenza all’ospedale di Desenzano del Garda, causa sospensione dal lavoro di tre infermieri, l’Asst del Garda (cui afferiscono i nosocomi di Desenzano, Manerbio e Gavardo) ha comunicato che, attualmente, 57 sanitari non vaccinati sono stati sollevati dalle proprie mansioni e sono  rimasti senza stipendio. Un provvedimento applicato nei casi in cui i dipendenti siano inottemperanti all’obbligo vaccinale e che viene meno quando questo viene assolto.

Sulla vicenda sono intervenuti i sindacati che hanno annunciato battaglia in difesa di quei lavoratori che hanno chiesto il congedo straordinario o sono in maternità e si sono visti applicare il medesimo provvedimento.

In un comunicato congiunto, Cgil, Cisl e Uil-fpl chiedono all’Azienda sanitaria di collocare il personale non vaccinato a svolgere mansioni non a contatto diretto con i pazienti, pur sottolineando il “dovere morale” per chi svolge professioni sanitarie, di sottoporsi alla vaccinazione.

A preoccupare le sigle sindacali è anche la mole di lavoro che, inevitabilmente, si riversa sul personale che resta in servizio: “dai turni di lavoro eccessivi al salto dei giorni di riposo, fino all’annullamento delle ferie, da tempo si vuole con forza tutelare i camici bianchi ormai da tempo arrivati al limite della sopportazione perché sottoposti ad una pressione mai vista prima viste le ondate pandemiche che si sono susseguite e che questi provvedimenti potrebbero ulteriormente peggiorare”.

La sospensione, viene ribadito, è un provvedimento “non irrevocabile, ma che deve essere ben conciliata con la sicurezza sanitaria che solo il vaccino può offrire nella battaglia contro il Covid soprattutto negli ospedali, dove i pazienti devono essere messi in totale sicurezza”.

Intanto, viene chiesto che coloro che sono stati sospesi perchè non ancora vaccinati, ma in attesa di farlo e coloro che sono assenti perchè hanno chiesto congedi, vengano reintegrati.

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