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Basta Veleni: “Depuratore del Garda, vogliono imporre un progetto insensato”

Una delegazione composta da Piera Casalini, Marco Apostoli, Paolo Zanollo e Raffaella Giubellini ha incontrato il prefetto Attilio Visconti: "Ha il parere di tre università e di quello di semplici cittadini non tiene assolutamente conto".

(red.) Venerdì mattina, la delegazione di Basta Veleni Brescia composta da Piera Casalini, Marco Apostoli, Paolo Zanollo e Raffaella Giubellini, ha incontrato il prefetto Attilio Visconti per avere un confronto sulla questione del depuratore del Garda. “Al nostro arrivo abbiamo avuto la sorpresa di essere accolti da due agenti della Digos, che sono stati con noi sia in sala d’attesa, che nell’Ufficio del Prefetto”, si legge in una nota del Tavolo Basta Veleni Brescia. “Ci risulta che questo ‘speciale’ trattamento sia stato riservato solo al tavolo Basta Veleni. Probabilmente siamo stati catalogati nell’elenco dei facinorosi”.

“Abbiamo esordito spiegando in cosa consiste il tavolo Basta Veleni, ponendo l’accento sulla necessità di far fronte comune rispetto alla disastrosa situazione ambientale nella quale versa la nostra provincia”, prosegue il comunicato. “Il prefetto ci ha subito interrotti affermando che i problemi di Brescia li conosce ben prima di noi, facendo intendere che l’attivismo in campo ambientale, a suo parere, è irrimediabilmente affetto dalla sindrome del Noismo (no a qualunque proposta a prescindere) e dalla sindrone Nimby (non nel mio giardino). Ha continuato dicendo che il suo mandato è strettamente legato alla tutela del Garda, mentre non contempla minimamente il fiume Chiese, ribadendo che il progetto da lui scelto (Gavardo/Montichiari) è di gran lunga il migliore, sia in termini di rapidità di esecuzione che in termini di efficienza. Inoltre, dopo aver dichiarato ripetutamente che il fiume Chiese è un fiume morto, ieri abbiamo avuto il “piacere” di apprendere che proprio grazie a questo progetto, anche il Chiese da moribondo quale è, presto risorgerà a nuova vita: a suo dire, il flusso migliorerà sia dal punto di vista qualitativo che dal punto di vista quantitativo, con buona pace dei detrattori. Diverrà il fiume più attenzionato di tutti attraverso rigorosi e puntuali controlli periodici. A nulla sono valse le nostre puntuali obiezioni basate su una conoscenza approfondita del progetto. In sintesi dovremmo solo gioire e ringraziare per questo intervento salvifico!”.

“Marco Apostoli ha ribadito che la posizione di Basta Veleni è sempre stata quella di difendere la mozione Sarnico che sancisce un principio fondamentale, ossia che i depuratori consortili devono essere costruiti nei comuni afferenti”, si legge ancora nel documento ambientalista. “Anche in questo caso, il prefetto ci ha risposto di avere un mandato ben preciso e che della mozione Sarnico non gli importa nulla, aggiungendo che la sua nomina è stata dettata dall’esigenza di prendere una decisione rapida per far fronte ad una potenziale bomba ecologica costituita dalla condotta sublacuale. A questo punto ha preso la parola Paolo Zanollo di Wwf Bergamo Brescia, profondo conoscitore dei reali problemi del lago di Garda. È stato ribadito che la condotta sublacuale non rappresenta alcun tipo di pericolo immediato, come certificato da Acque Bresciane, ma necessita solamente di manutenzioni come qualsiasi altra struttura. Paolo ha inoltre posto l’accento sul fatto che il lago di Garda, di fatto non trarrà alcun beneficio da questo tipo di intervento, poiché i gravi problemi che riguardano le sue acque relativi ai numerosi scarichi abusivi, a tutti gli inquinanti provenienti dall’agricoltura e a tutti quelli già presenti (microplastiche, pcb e altri rifiuti), non saranno assolutamente affrontati e risolti. Il prefetto in un primo momento ha tergiversato dicendo che gli scarichi abusivi non hanno nulla a che vedere con il collettore. Immediata è stata la nostra reazione contrariata, quindi Paolo ha specificato che Wwf Bergamo Brescia ha sporto in passato regolare denuncia a fronte dei problemi degli scarichi abusivi e dell’irregolarità di quelli autorizzati. A questo punto il prefetto ha chiesto di poter entrare in possesso della relativa documentazione dichiarando che intende occuparsene personalmente. Confermiamo che la documentazione sarà trasmessa nel più breve tempo possibile”.

“Marco Apostoli, in virtù del fatto che il decreto di nomina non prevede una scadenza fissa per la decisione finale, ha chiesto al prefetto di aspettare a decidere almeno finché la Provincia non abbia incontrato il ministro Cingolani, come richiesto ufficialmente nei giorni scorsi, anche per dar modo di ricucire uno strappo istituzionale imbarazzante”, scrive nel resoconto dell’incontro il Tavolo Basta Veleni Brescia. “A questa sollecitazione il prefetto ha ribadito che proseguirà secondo quando già deciso senza se e senza ma. Quando gli sono state fatte nuovamente notare tutte le incongruenze del progetto che si appresta ad approvare, ci ha risposto di avere il parere di ben tre università e che del parere di semplici cittadini non tiene assolutamente conto. Abbiamo immediatamente obiettato affermando che sicuramente all’università non è stato chiesto di esprimersi su quale sia la soluzione migliore in assoluto, ma di valutare fra due proposte (Montichiari/Gavardo o Lonato) già inadeguate in partenza. Abbiamo quindi sottolineato quanto sia palese che l’urgenza del decreto di nomina non sia dettata da un’emergenza ambientale, bensì dalla fretta da parte di ‘qualcuno’ di assegnare un lauto appalto pari a circa 250 milioni di euro”.

“Quello che è andato in scena ieri mattina è stato un teatrino non degno di un paese civile”, concludono gli ambientalisti bresciani. “Abbiamo riscontrato una totale mancanza di disponibilità ad instaurare un dialogo costruttivo, una malcelata volontà di ridicolizzare il mondo ambientalista e di spazzare via ogni tipo di dibattito. Il tutto per agevolare l’approvazione di un progetto assurdo ed assecondare i capricci della ministra Gelmini ed altri personaggi in palese conflitto d’interesse. Questa è la deriva autoritaria di una classe politica che non avendo argomentazioni solide da contrapporre a un leale dibattito, interviene a gamba tesa imponendo la propria volontà. La nomina del Commissario costituisce un precedente preoccupante, che in questo periodo pare diventare prassi laddove si verifichino contestazioni legittime da parte degli attivisti, aumentando così le già notevoli tensioni sociali. Tutto ciò è inaccettabile: mai come oggi vi è la necessità di uno sforzo da parte delle istituzioni per lavorare al fine di favorire l’adozione di politiche a reale tutela dell’ambiente ed adoperarsi per una ritrovata coesione territoriale. Sicuramente il tavolo Basta Veleni si impegnerà a contrastare in ogni sede ed in ogni modo quella che non è una scelta ponderata, ma l’imposizione di un progetto insensato”.

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