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Caccia alle bombe: Desenzano “blinda” la spiaggia

Divieto di balneazione e di transito al "Desenzanino" per operazioni di bonifica da ordigni nel fondale.

(red.) Bandiera rossa issata, cartelli di divieto e un messaggio registrato emesso con l’altoparlante. Con queste misure il comune di Desenzano del Garda (Brescia) ha “blindato” il tratto di spiaggia più frequentato del litorale e noto come “Desenzanino”. Il motivo? E’ iniziata la ricerca , nei fondali, dei reperti bellici abbandonati in questo tratto del Benaco alla fine della Seconda Guerra mondiale, in vista del rifacimento del lungolago previsto per l’autunno.

Un intervento che avrebbe dovuto essere effettuato qualche mese fa, ma che, a causa di tempistiche burocratiche che si sono allungate, ha costretto l’amministrazione gardesana ad agire solo adesso, a stagione balneare oramai avviata. Non senza lo scontento di cittadini ed operatori turistici.

Nel tratto che corre fra l’arenile a nord e fino alla presa dell’acquedotto comunale sono vietati la balneazione, il passaggio di natanti di qualsiasi tipo e anche di pedoni.
L’intervento di recupero di eventuali bombe e munizioni sepolte nelle acque del Benaco costerà 18mila euro, una somma che fa parte del più ampio progetto di restyling del lungolago, per un valore complessivo di un milione e 100 mila euro, e che dovrebbe avviarsi ad ottobre.

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