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Garda, Legambiente sul depuratore: “Sconcertante incontro con il prefetto”

I circoli ambientalisti respingono "i metodi e le prassi liquidatorie di qualsiasi dialettica in nome del decisionismo". E si augurano che "il commissario straordinario voglia approfondire personalmente il dossier".

(red.) Una delegazione dei circoli Legambiente della Provincia di Brescia è stata ricevuta dal prefetto Attilio Visconti il 23 giugno scorso, dopo la nomina del prefetto a commissario per consentire la rapida attuazione del sistema di collettamento e depurazione del lago di Garda. Oggetto dell’incontro erano le considerazioni di Legambiente sul tema.
“Legambiente non era ancora a conoscenza delle precise disposizioni contenute nel decreto di nomina, dato che soltanto il giorno stesso il documento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale”, informa una nota firmata dal coordinamento dei circoli di Legambiente della provincia di Brescia. “L’incontro è stato sconcertante. Dopo anni di riflessioni che hanno coinvolto tutte le possibili competenze in materia, perlopiù a supporto di decisioni assunte in prevalenza senza la consultazione dei territori gravati dall’intervento, la Provincia di Brescia, con l’approvazione della ‘Mozione Sarnico’, aveva finalmente fissato un principio e invitato Acque Bresciane ad attenervisi elaborando un nuovo progetto. La delibera Provinciale sconfessava soprattutto regole e metodi inaccettabili in una democrazia compiuta, che richiede il rispetto dei soggetti coinvolti in scelte così delicate e importanti”.

“Il commissario Visconti”, prosegue il comunicato, “incontrando la delegazione di Legambiente, ha avuto il pregio di non camuffare il suo ruolo di esecutore specificando che:
• Il mandato chiede la dismissione della condotta sublacuale e mi ordina di scegliere tra due progetti di depurazione: Esenta di Lonato o Gavardo/Montichiari.
• Fra le due ipotesi ho già scelto: sarà Gavardo/Montichiari perché più rapida e performante.
• Il Chiese è un fiume già morto e non riceverà certo un danno dalle acque dei depuratori.
• Ogni vostro contributo diverso da questa soluzione appartiene alla categoria dei sogni e delle chiacchiere”.

“Resta da chiedersi se questa può definirsi consultazione delle parti portatrici di interessi diffusi”, si legge ancora nel documento di Legambiente, “ma almeno non possiamo parlare di finzione. Nessun argomento di merito è stato ritenuto meritevole di attenzione. In queste circostanze nemmeno Legambiente può fingere. I contributi di Legambiente in tema di tutela ambientale, di scelte coerenti con questo obiettivo sono un patrimonio di questo Paese e non possono essere liquidati sprezzantemente come sogni o chiacchiere. Respingiamo con fermezza questi metodi e le prassi liquidatorie di qualsiasi dialettica in nome del decisionismo. La democrazia rimane per noi un valore anche nelle scelte a più alto contenuto tecnologico”.

“Manteniamo tutte le riserve sul fatto che le criticità del Garda possano esser risolte da tre Regioni che operano separatamente e in modo difforme”, proseguono gli ambientalisti, “e, nel caso bresciano, pompando i reflui addirittura in un altro bacino, mentre continuano i progetti edificatori e l’incremento della pressione antropica. Spiace e preoccupa rilevare come le enormi criticità di un’altra straordinaria risorsa idrica, il fiume Chiese, non godano nei decisori di alcuna considerazione. Ribadiamo la nostra contrarietà allo scarico dei reflui depurati in qualsiasi punto del fiume Chiese”.

“Ci auguriamo che il commissario straordinario voglia approfondire personalmente il dossier”, conclude Legambiente, “prendendo in considerazione tutta la documentazione prodotta in questi anni da Ato e Acque Bresciane, dai comuni e da comitati e associazioni, al fine di adempiere con correttezza al suo incarico che non si basa esclusivamente sulla scelta fra i progetti definiti nello studio di fattibilità di Acque Bresciane, ma anche su soluzioni alternative (adeguamento depuratore di Peschiera), infatti il Decreto Legge 23 giugno 2021 n. 92 stabilisce che il commissario ‘elabora un Piano degli interventi e lo sottopone al ministro della Transizione ecologica’. Il coordinamento provinciale dei circoli di Legambiente promuoverà e sosterrà tutte le iniziative necessarie affinché venga rispettata ed attuata la proposta democraticamente decisa dagli enti locali e della Provincia di Brescia”.

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