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Padenghe: “Zuliani non dice la verità sul ribaltone in consiglio comunale”

Duro attacco politico al sindaco da parte di sei consiglieri della Lista civica Padenghe per Te. "Lo sfidiamo a spiegare perché ha cambiato maggioranza in un dibattito pubblico davanti ai cittadini"

(red.) “Abbiamo appreso dai canali istituzionali del Comune le dichiarazioni di Albino Zuliani per giustificare il suo ‘tradimento’, affermazioni lesive della nostra dignità, oltre che in diversi punti false, a cui chiederemo il diritto di replica con le stesse modalità”, si legge in una nota firmata da Patrizia Avanzini, Luisella Girardi, Mario Zanoni, Alessio Andreis, Andrea Rodella, Mariachiara Aguzzi, consiglieri della Lista civica Padenghe con Te. “Zuliani sostiene che ‘il ribaltone’ si è reso necessario per il venire meno della fiducia da parte sua nei nostri confronti, colpevoli di ‘averlo messo più volte in difficoltà’. Per noi, suggerirgli idee, stimolare il confronto e la discussione, metterlo in guardia rispetto a decisioni che ritenevamo sbagliate, voler condividere i progetti e chiedere di essere coinvolti nelle decisioni, significa tutt’altro che voler ‘mettere in difficoltà’, significa fare lealmente la nostra parte di eletti dal popolo”.

“E poi che interesse avremmo avuto a creare motivi di attrito?”, si chiedono i consiglieri. “Davvero saremmo stati così stupidi da proporre un candidato sindaco, che avevamo già deciso di sabotare, concedendogli però due consiglieri che gli avrebbero dato i numeri per cacciarci in ogni momento? O piuttosto abbiamo ingenuamente creduto in una persona che invece ha tradito le nostre aspettative e la nostra fiducia, dimostrandosi inefficiente, superficiale, sleale e, sulla vicenda della Casa di Riposo, sordo a qualsiasi ipotesi di alternativa a quella di resa incondizionata alla Cooperativa”.

“Quanto alle sue dichiarazioni ci preme precisare che la sua rappresentazione è incompleta e spesso falsa”, continua il comunicato. “Di quale fiducia parla se ha trattenuto per sé tutte le deleghe strategiche e blindato le decisioni con riunioni riservate ai suoi accoliti, a volte nemmeno consiglieri? Perché ha concesso a Patrizia Avanzini la delega all’Urbanistica monca dell’Edilizia Privata che invece ha concesso a Ziletti? Perché trattenne i Lavori Pubblici che ora ha dato a Leali? Avanzini era meno competente di queste persone o solo meno ‘fidata’? Sull’adozione della Legge Regionale 18 mente dicendo che Avanzini ‘ha elaborato in autonomia un concetto urbanistico troppo espansivo, andando al voto senza condivisione e passaggio in commissione’. Non ha capito che la L.R. 18 nasce proprio per evitare consumo di suolo e premia con modestissimi incrementi, comunque vincolati determinati interventi, edifici degradati o da ristrutturare già presenti sul territorio”.

“Avanzini ha condiviso in giunta gli indirizzi politici”, prosegue il documento, “lavorato con i tecnici preposti e portato in giunta le tavole esecutive, informando per tempo il presidente della Commissione Orlandi perché procedesse alla convocazione. E’ tutto documentato, provi a smentirci!”, dicono ancora i consiglieri. “Quanto alla mozione sulla Casa di Riposo, gli era stato proposto di presentarla come maggioranza, lui Ziletti e Gandelli non ci hanno risposto per quasi una settimana e solo allora, nell’intento di dare un supporto alla Rsa in difficoltà, l’abbiamo protocollata. E nessuno ha mai chiesto di accollare i debiti della Fondazione ai Comuni di Padenghe e Polpenazze: Zuliani scrive il falso”.

“Infine la nostra assenza annunciata al consiglio comunale del 30 aprile scorso”, si legge ancora nella nota, “convocato da Zuliani senza riunire né la giunta né la maggioranza. Abbiamo provato a dargli un segnale forte perché le cose non funzionavano, non per il nostro ostruzionismo, ma per la palese incapacità di chi manovrava i gangli vitali del Comune: il bilancio (senza respiro e con tanti soldi fermi a disposizione), i lavori pubblici (in forte ritardo), l’Unione Comune Valtenesi (in agonia e improduttiva). Deleghe e incarichi in questi settori erano in capo a Zuliani, Gandelli e Ziletti. Zuliani ha usato pretesti per mettere in pratica una decisione presa da tempo: cambiare la maggioranza e consegnare il Comune alla triade FdI, Lega e FI, come ha fatto”.

“Sfidiamo Zuliani a un confronto pubblico davanti ai cittadini di Padenghe”, concludono i sei consiglieri, “ovviamente in sicurezza e nel rispetto delle regole, le modalità esistono, lui lo sa bene. Concetti come onore e lealtà si praticano, non si predicano. Un sindaco onesto, se decide di cambiare la maggioranza e passare da candidato civico a candidato di partito fa una sola cosa: si dimette e si sottopone al voto dei suoi cittadini nella nuova veste. Altrimenti non parli di onestà, non ne è degno. Non accampi il pretesto della pandemia, da cui fortunatamente sembra stiamo uscendo, non lui che appartiene a un partito Fratelli d’Italia e amministra con la Lega di Salvini che da due anni chiedono il voto. Evidentemente vogliono che si voti in tutta Italia, tranne che a Padenghe”.

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