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Padenghe, assegni “dimenticati”: assolta in appello ex sindaco Avanzini

Martedì la sentenza della Corte dei Conti di Roma ha sollevato anche l'ex prima cittadina da ogni responsabilità.

(red.) L’altro giorno, martedì 11 maggio, la Corte dei Conti di Roma ha assolto in appello l’ex sindaco bresciano di Padenghe sul Garda Patrizia Avanzini e due dei quattro segretari comunali coinvolti, dall’accusa di danno erariale connesso a due assegni per un totale di 160 mila euro che erano stati trovati in un faldone di documenti nel 2015, ma riferiti al 2007. Quindi non più incassabili, almeno per intero. Altri due segretari comunali, con l’ex sindaco Giancarlo Allegri, erano già stati condannati in primo grado a risarcire il danno e hanno scelto di non fare ricorso in appello.

Tra loro, era stata condannata anche l’ex responsabile dell’ufficio tecnico comunale. La vicenda fa riferimento a quanto avvenne nel 2015 quando l’ex sindaco Avanzini aveva trovato nella cassaforte della segreteria i due assegni che vedevano il Comune come creditore. Ma i due titoli erano stati emessi nel 2007 dalla Bcc del Garda e legati a un’azienda che però in seguito è fallita. Per quegli assegni “dimenticati”, di cui però lo stesso ex sindaco Avanzini aveva dato notizia alla Corte dei Conti, era scattata l’inchiesta.

E così si era avviata una trattativa tra l’ente locale e il commissario fallimentare che aveva consentito al Comune di recuperare almeno metà di quella somma, fino a 80 mila euro. Gli altri già condannati in primo grado e che non hanno fatto ricorso dovranno in qualche modo risarcire il Comune per recuperare parte di quei 160 mila euro “dimenticati”.

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