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Depuratore del Garda: 22 associazioni contro il progetto di Esenta di Lonato

Un tavolo ambientalista ritiene ingiustificato lo scarico dei reflui sia nel Chiese, sia nel Mincio: "Costa meno potenziare Peschiera".

(red.) La Federazione del tavolo delle associazioni che amano il fiume Chiese e il suo Lago d’Idro, organizzazione unitaria attualmente composta da 22 formazioni sociali no-profit operanti dalla sorgente alla foce del fiume Chiese compreso l’Eridio, ha inviato una lettera alla stampa in cui boccia, senza mezze misure, il progetto di Acque Bresciane sulla realizzazione del nuovo impianto di depurazione per il lago di Garda a Esenta di Lonato. Il gruppo di associazioni si occupa di attività di difesa ambientale dell’acqua sull’intera asta dei 160 chilometri del bacino idrografico che attraversa 2 Regioni e 3 Province e bagna 31 Comuni, le quali con la veste giuridica federativa agiscono per rigenerare il Deflusso ecologico in ogni tratto del fiume e per consolidarlo nel suo lago, che del fiume è un rilassamento morfologico, e per proteggerli da ogni inquinamento.

Immediatamente, appena s’è saputo dalla stampa che Acque Bresciane srl, AB, aveva pubblicato la nuova soluzione progettuale per un impianto di depurazione ex novo a Esenta di Lonato del Garda ma con lo scarico comunque nel fiume Chiese, abbiamo nuovamente dichiarato la nostra contrarietà intransigente ad ogni ipotesi che la depurazione gardesana venga scaricata nel Chiese;
Abbiamo pertanto ribadito la posizione assunta già durante il 2019 e il 2020, ovvero verso la precedente soluzione progettuale, che voleva due impianti a Gavardo e a Montichiari con gli scarichi nel Chiese, per le ragioni stesse di fondazione della nostra organizzazione unitaria: noi siamo nettamente contrari ad ogni ipotesi che il fiume Chiese divenga il corpo ricettore della depurazione dei reflui di un altro bacino idrografico, quello gardesano in questo caso, in qualsiasi punto;
Affinché la nostra azione di opposizione ad ogni ipotesi di trasferire nel Chiese quella depurazione di un altro bacino abbia successo, abbiamo deciso di accogliere l’invito a partecipare ai tavoli di confronto aperti da AB, rivolto direttamente a mezzo stampa dall’utility, e a quel tavolo il 28 aprile u.s. nei 3 minuti messi a disposizione, col supporto dei nostri consulenti legali e tecnici, siamo andati a dire in sintesi direttamente che la configurazione attuale della depurazione del lago di Garda è eccellente; necessità ovviamente di essere ristrutturata e potenziata ma ingegneristicamente è soluzione eccellente;

Grazie ai nostri consulenti tecnici, di notevole esperienza, abbiamo espresso con certezza che ristrutturare completamente e ampliare dagli attuali 400 mila fino alla capacità di 600 mila abitanti equivalenti l’esistente impianto di Peschiera, e posizionare una nuova condotta sublacuale al posto di quella esistente, comporterebbe una spesa circa della metà della spesa preventivata per realizzare gli impianti ex novo ipotizzati;
Inoltre, ristrutturare ed ampliare l’esistente non consumerebbe nuovo suolo, non creerebbe quei disagi sociali per lunghi e infiniti anni ai centri abitati e alla viabilità e quindi al turismo del Garda che invece il nuovo collettamento senza dubbi creerebbe, e non genererebbe nuovi costi ordinari di gestione, che invece verrebbero generati dall’allungamento del collettamento peraltro in parte in contropendenza, che alla luce delle varie soluzioni progettuali risulta essere immotivato se non per ragioni recondite e di prepotenza verso il bacino idrografico del Chiese;
In merito alla proposta venuta dalla componente sociale di Gavardo, durante il tavolo di confronto del 28 aprile u.s., ovvero di accettare l’impianto a Esenta di Lonato ma mandare lo scarico nel Mincio tramite varie rogge, noi, sentiti i nostri consulenti, oltre alla prima valutazione che è assurdo concepire l’impianto a Esenta di Lonato per poi far fare tutto quel giro lunghissimo allo scarico per tornare nel Mincio e addirittura così facendo dovrebbe rendersi necessario andare direttamente nell’Oglio, per questa ragione noi riteniamo che sia una proposta impraticabile e non credibile, e anzi la valutiamo una proposta pericolosa per il fiume Chiese perché se questa fosse la realtà del prossimo futuro il Chiese rimarrebbe perennemente sotto il pericolo di divenire in ogni momento il corpo ricettore di questo mega impianto di depurazione, che prevede 200 mila abitanti equivalenti, perché una volta costruito l’impianto a Esenta di Lonato potrebbero generarsi nel tempo molti problemi e inconvenienti tali da indurre a cambiare la direzione dello scarico, e in quel caso il fiume Chiese sarebbe molto vicino e comodo, e indifeso;

Per tutto quanto sopra, la nostra Federazione conferma che si opporrà fermamente ad ogni ipotesi di trasferire nel Chiese la depurazione dei reflui gardesani, e lo farà anche con ogni possibile azione legale, e dinanzi alle nuove proposte di soluzioni progettuali, di cui sopra, denunciamo alla stampa, alla politica tutta ad ogni livello, ed alla Corte dei Conti la progettazione di opere pubbliche che comporterebbero spese abnormi e avventate di impianti e di gestione, in quanto non giustificate da criteri razionali di buon senso;
Confidiamo che la varie componenti politiche e sociali dei Comuni dell’asta del Chiese e della Provincia di Brescia si oppongano insieme a noi per impedire che queste ipotizzate soluzioni di portare al di fuori del bacino idrografico del Garda la depurazione dei propri reflui divengano realtà, e che, invece, al contrario s’impongano soluzioni razionali non invasive su altri territori.

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