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Desenzano, la minoranza ‘imbavagliata’ diserta il consiglio comunale

L'opposizione non ha partecipato all'assemblea municipale di giovedì 29 aprile: "C'è una gestione sempre più dispotica". Chiede garanzie e rispetto per il proprio ruolo.

(red.) I consiglieri di minoranza del comune di Desenzano, in rappresentanza del Pd, della Lista Righetti, del M5stelle, di Desenzano popolare e del gruppo indipendente, annunciano con una nota congiunta le ragioni per cui non hanno partecipato al consiglio comunale di giovedì 29 aprile. “Abbiamo disertato l’aula”, spiegano Valentino Righetti, Maurizio Maffi, Sergio Parolini, Andrea Spiller, Patrizia Solza, Giustina Bonanno e Rodolfo Bertoni, “perché ciò che è successo in questi ultimi giorni ha reso del tutto insostenibile la vivibilità democratica. Infatti, durante la riunione della Seconda commissione consiliare convocata il 22 aprile per discutere di una delicata questione urbanistica, l’assessore proponente, il sindaco, ha ritirato spontaneamente tale oggetto di sua competenza per ulteriori approfondimenti, dichiarando di conseguenza che non sarebbe stato inserito all’ordine del giorno del consiglio del 29. Ma nella riunione dei capigruppo il presidente del consiglio, Rino Polloni, ha deciso d’imperio di inserirlo al primo punto dell’ordine del giorno”.

“Uno schiaffo in faccia al sindaco, un atto di sfiducia nei suoi confronti quale assessore all’Urbanistica, un’altra tappa della guerricciola tra i due che va avanti dall’inizio della consiliatura, e a farne le spese sono la democrazia e i cittadini desenzanesi”, prosegue il comunicato. “Sorge spontanea, quindi, una domanda e chiarezza per i desenzanesi: chi è veramente a guidare l’assessorato all’Urbanistica, chi a guidare Palazzo Bagatta: Polloni o Malinverno? Come se non bastasse, il giorno successivo Polloni, con un atto monocratico, ha deciso anche di dimezzare i tempi di intervento dei consiglieri rispetto al Regolamento. Ciò sta a significare che un consigliere non capogruppo, che può svolgere solo un intervento su ogni punto, avrà a disposizione solo due minuti e 30! Un atto di questo tipo senza consultare i capigruppo, in sfregio al Tuel, è un atto dispotico, di una gravità inaudita, all’insegna del ‘decido io e solo io'”.

“Dunque assistiamo”, si legge ancora nel documento, “da una parte ad un’escalation di comportamenti ed atti da parte del presidente, che noi consiglieri di minoranza consideriamo non più sopportabile e non più accettabile per una convivenza democratica, dall’altra ad un atteggiamento di completa sudditanza dei consiglieri di maggioranza, che non osano dissentire le prese di posizione del presidente e del sindaco. Si è partiti prima dalla censura sull’ordine del giorno relativo alla campagna vaccinale, poi, quando la minoranza ha presentato una mozione sullo stesso tema con tre precise proposte, un consigliere di maggioranza con il pretesto di emendarla, l’ha riformulata del tutto, minimizzando il significato del testo senza chiedere ai proponenti se fossero d’accordo ad accogliere le modifiche; alla fine la maggioranza, senza preoccuparsi dei rilievi della minoranza, se l’è votata. Uno sgarbo istituzionale senza precedenti!”.

“Abbiamo nel contempo visto crescere una gestione sempre più dispotica dei consigli comunali”. continua la nota, “in cui il presidente è venuto meno al suo ruolo di garanzia, i diritti delle minoranze calpestati, i consiglieri, a cui viene tolta la parola a piacimento, derisi. Per giungere infine, adesso, addirittura a limitare unilateralmente la libertà di espressione senza addurre alcuna motivazione plausibile e violando arbitrariamente il regolamento. Polloni agisce esasperando ogni giorno di più la situazione, perpetrando un comportamento inaccettabile e antidemocratico, irrispettoso del ruolo dei consiglieri di opposizione, che è di vigilanza, controllo e proposta. Una minoranza che può lavorare bene è prima di tutto una tutela per tutti i cittadini. Questo, purtroppo, succede senza che un collega di maggioranza si levi per protestare, senza che neppure esprima il minimo dubbio o perplessità verso simile comportamento. Con il suo silenzio la maggioranza avvalla e si rende complice delle decisioni unilaterali di un presidente che pensa di essere un monarca e quale il Re Sole che dichiarava ‘Lo Stato sono io!’”

“Noi, nello stigmatizzare questo grave sfregio alla democrazia”, concludono Valentino Righetti, Maurizio Maffi, Sergio Parolini, Andrea Spiller, Patrizia Solza, Giustina Bonanno e Rodolfo Bertoni, “abbiamo chiesto più volte che intervenisse il Prefetto a porre un freno a questo continuo degrado della vita democratica. Al momento non abbiamo ricevuto risposte, ma continueremo a mettere l’autorità prefettizia al corrente delle gravi irregolarità che dovessero ancora verificarsi e preannunciamo altre iniziative politiche per chiedere che le nostre persone, i diritti nostri e quelli dei desenzanesi, ora calpestati e vilipesi, ritornino ad essere rispettati. Il nostro non è un Aventino: noi vogliamo ritornare ad essere presenti in consiglio, a confrontarci col sindaco e la maggioranza, ma chiediamo le garanzie del rispetto sacrosanto che va riconosciuto ad una minoranza. Questo è il succo della democrazia”.

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