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Depurazione Garda, studio di Acque Bresciane: impianto a Lonato

Oggi una riunione della cabina di regia con il Ministero dell'Ambiente. Tre tavoli con il territorio sulla soluzione.

(red.) L’impianto terminale per la depurazione delle acque bresciane della sponda del lago di Garda potrebbe essere quello di Lonato. Non più, quindi, il tanto contestato doppio progetto di allestire due impianti a Gavardo e Montichiari. Questo è quanto emerge da uno studio dell’ente gestore del ciclo idrico Acque Bresciane e che, nell’ottica della trasparenza, sarà reso pubblico. In seguito, dopo la valutazione delle parti in causa, verrà inviato all’ufficio d’Ambito Ato per la decisione definitiva. I passi sono stati tracciati dal presidente di Acque Bresciane Gianluca Delbarba.

Tra l’altro, stamattina alle 11, martedì 13 aprile, con il Ministero dell’Ambiente è in programma una riunione della cabina di regia per fare il punto e soprattutto presentare la nuova soluzione di Lonato. Su questa operazione, ricordiamo, lo Stato cofinanzia l’intervento di depurazione sul Garda – sponda veneta e lombarda – con 100 milioni di euro a fronte dei 230 milioni complessivi. Proprio dopo la riunione odierna, si prevede un mese di confronto attraverso tre tavoli con le parti in causa. A questa fase nuova della depurazione, con l’identificazione di una nuova località, si è arrivati dopo l’approvazione della mozione Sarnico in Consiglio provinciale a Brescia e che prevede di indicare come luogo uno del territorio gardesano, visto che si parla di deputazione sul Garda.

L’impianto di Lonato sarebbe allestito nella frazione di Esenta, ma scaricherà sempre e comunque nel fiume Chiese. Una misura che nel corso dell’estate consentirà ai reflui depurati di essere impiegati per i campi. Tutto il Garda bresciano, quindi, ad eccezione di Desenzano e Sirmione che restano collegati a Peschiera, dovrebbe direzionare i propri reflui a Lonato. I tempi, nell’arco di un mese e quindi fino a metà maggio, prevedono da parte di Acque Bresciane un tavolo con gli amministratori locali di Garda e del fiume Chiese, un altro con i tecnici e uno con le associazioni del territorio. Gli spunti saranno inseriti nella proposta finale da trasmettere all’Ato e poi verso la Valutazione d’impatto ambientale e la conferenza dei servizi.

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