Postino infedele con l’auto di servizio, chiesto 1 anno e otto mesi

Il portalettere è accusato di peculato: avrebbe usato l'auto delle Poste per commissioni personali durante il lavoro.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 21 gennaio, in tribunale a Brescia si è svolta un’udienza nell’ambito di un processo che vede alla sbarra con l’accusa di peculato un dipendente 45enne di Poste italiane. In particolare, secondo il sostituto procuratore Antonio Bassolino, l’uomo avrebbe usato l’auto di servizio nella sua zona di competenza a Lonato del Garda per una serie di commissioni personali, anche durante l’orario di lavoro.

E sembra che proprio per queste mansioni da vita privata, non sia stato spesso puntuale nel consegnare la corrispondenza. Quindi l’accusa ha chiesto nei confronti del postino infedele un anno e otto mesi di reclusione.

L’imputato ha respinto ogni accusa sostenendo di aver utilizzato qualche volta l’auto per portare alla propria abitazione di Desenzano del Garda alcuni regali ricevuti. Il processo è stato aggiornato al 15 aprile quando verrà anche pronunciata la sentenza.

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