Garda, insultata, picchiata e costretta ad abortire fa arrestare il compagno

Un 50enne è finito in manette. Nel racconto della vittima il delirio dell'uomo che persino la videosorvegliava.

(red.) E’ una brutta storia di violenza domestica quella che arriva dalla sponda bresciana del lago di Garda e che ha portato un uomo di 50 anni di Padenghe a finire in manette e in carcere con pesanti accuse. La più orrenda, quella di aver maltrattato e umiliato la compagna 40enne nel corso di circa un anno di rapporto, dai primi del 2020. Ma non solo, perché la donna vittima di quelle sevizie e umiliazioni, poi rimasta incinta, si è presentata in ospedale per abortire.

Questo è uno degli atti finali che hanno indotto la donna, ai primi giorni del 2021 e dopo le ennesime percosse, a uscire dall’abitazione che condivideva con il compagno e a raggiungere la caserma dei carabinieri di Manerba dove ha denunciato l’intera situazione. Raccogliendo i vari riscontri, i militari hanno anche scoperto che l’uomo aveva tentato di soffocare la donna mettendole il telecomando in bocca e poi con un sacchetto di plastica. L’animo delirante del 50enne si è manifestato anche nel momento in cui ha installato due telecamere in cucina per monitorare ogni movimento della compagna e persino impedendole di mettersi in contatto con i parenti, a partire dal figlio avuto da una precedente relazione.

La donna ha raccontato del primo periodo di convivenza sereno, poi trasformato dall’uomo in un incubo, fatto anche di rapporti sessuali con violenza, insulti e minacce delle quali però ogni volta l’uomo si scusava. Per la 40enne tutto è finito dopo la denuncia nel momento in cui il compagno è stato arrestato e condotto in carcere nell’arco di pochi giorni dalla segnalazione. E’ accusato di maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni aggravate, oltre che di videoripresa abusiva. Per la donna sarà individuata una soluzione per cercare di riportarla a un minimo di serenità.

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