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Comunità del Garda: “Il depuratore? Prima di tutto non si perda tempo”

L'ente presieduto da Mariastella Gelmini interviene sull'interpretazione della mozione approvata dal consiglio provinciale il 30 novembre.

(red.) Sulla mozione del consiglio provinciale di Brescia approvata a maggioranza il 30 novembre 2020 (mozione “Sarnico”) e, in particolare, “a seguito di una interpretazione distorta e fuorviante, a nostro giudizio, della stessa”, la Comunità del Garda con una nota firmata dalla presidente Mariastella Gelmini, puntualizza quanto segue.
1. La mozione non ha carattere impositivo ma prospetta linee generali di indirizzo per l’intero territorio provinciale bresciano.
2. La localizzazione di interventi infrastrutturali in tema di depurazione e la loro compatibilità ambientale compete agli esperti ed ai tecnici (alla Scienza), mentre alle istituzioni (alla Politica) spetta stabilire la natura e le priorità di detti interventi.
3. In tal senso si esprime l’Avvocatura della Provincia di Brescia,  secondo cui è attribuita all’Ufficio d’Ambito la competenza in merito all’approvazione dei progetti di opere del servizio idrico integrato e, in particolare, dei progetti degli impianti di trattamento delle acque reflue, non essendo previsto dalla normativa la competenza del consiglio provinciale ad esprimere un parere favorevole relativamente a simili progetti; a quest’ultimo, invero, spetta la definizione degli indirizzi generali per la pianificazione d’ambito.

4.
La mozione “Sarnico” stabilisce – a torto o a ragione – l’indirizzo strategico, accolto dalla Provincia esorbitando dalle sue competenze, che sancisce il principio che la localizzazione dei depuratori debba essere individuata sul territorio di quei comuni che ne usufruiscono, a condizione però, che ciò non comporti costi di natura economica o ambientale superiori a quelli previsti dai progetti “in itinere”.
Se realizzare l’impianto di depurazione a Gavardo e a Montichiari, come prevede il progetto in itinere, risulta più conveniente, sotto il profilo economico ed ambientale che farlo a Lonato o in un altro di quei Comuni che usufruiranno dell’impianto stesso, si deve fare a Gavardo e a Montichiari.
In base a quanto stabilisce la mozione Sarnico la proposta di progetti degli impianti di depurazione alternativi a quello già allo studio, deve essere presentata entro 6 mesi dalla delibera del consiglio provinciale di approvazione della mozione stessa.
Questi progetti alternativi dovranno rivelarsi non meno efficaci (di quelli in itinere) rispetto al raggiungimento degli obbiettivi prefissati; tanto è vero che “Agli scenari alternativi potranno essere concesse delle deroghe di carattere tecnico, ambientale ed economico solo se sufficientemente motivate e presentate all’Ufficio d’Ambito al fine dell’approvazione nel rispetto dello Statuto dell’Azienda Speciale”.

5. A sostegno di quanto sopra si riporta integralmente il testo della mozione in oggetto:
“Come indirizzo strategico, in merito alle infrastrutture di depurazione, si adotta il criterio, a valere anche sulle opere ancora in corso di progettazione, che persegua il principio generale che gli impianti consortili di depurazione siano localizzati nelle aree territoriali dei Comuni afferenti all’impianto stesso. Relativamente alla progettazione degli impianti di depurazione già in itinere alla data odierna, il proponente, dovrà entro 6 mesi individuare nuovi scenari di localizzazione sulla base dell’indirizzo strategico descritto nel presente capoverso. Tali scenari dovranno rivelarsi non meno efficaci rispetto al raggiungimento degli obbiettivi prefissati. Agli scenari alternativi potranno essere concesse delle deroghe di carattere tecnico, ambientale ed economico solo se sufficientemente motivate e presentate all’Ufficio d’Ambito al fine dell’approvazione nel rispetto dello Statuto dell’Azienda Speciale”.

6. Pertanto, con l’approvazione della mozione “Sarnico” il progetto in itinere non è stato accantonato ed ha, quantomeno, pari dignità rispetto ad altre eventuali proposte progettuali.
7. Qualora la Politica (non i Comitati) dovessero decidere per una localizzazione dell’impianto di depurazione diversa rispetto a quella di Gavardo e Montichiari, più costosa in termini ambientali ed economici (tenendo conto anche degli opportuni ristori per i territori sui quali verranno realizzati gli impianti stessi) la Comunità del Garda si riserva sin d’ora le azioni del caso nei confronti di chi abbia assunto questa decisione.
8. Si ribadisce che la riqualificazione del sistema di depurazione e collettamento del Garda riveste carattere di assoluta urgenza, stante l’attualità di un potenziale gravissimo danno alla risorsa idrica gardesana e nazionale ed il rischio di perdere il finanziamento di 100 milioni di euro che è stato assegnato dal ministero dell’Ambiente a condizione che venga dismessa e rimossa la condotta sub-lacuale essendo giunta al termine della propria vita tecnica utile; pertanto, ci si riserva di contrastare nelle sedi più opportune ogni colpevole ritardo nella realizzazione dell’opera.

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