No Tav Brescia-Verona: esposto denuncia sui lavori

Il comitato ambientalista evidenzia scarso rispetto delle norme di sicurezza nei cantieri. Mentre gli scavi slittano di qualche mese.

(red.) “Nei giorni scorsi sulla stampa locale, con foto in prima pagina, si dava notizia del primo ponte abbattuto per la costruzione della Linea Alta Velocità ferroviaria Brescia-Verona. Se non che la costruzione della “grande opera”, continuamente sponsorizzata dai giornali, ancora non ha visto l’avvio”, si legge in un comunicato del Comitato No Tav Brescia-Verona.
“E allora”, si chiedono gli ambientalisti, “cosa serviva raccontare di un ponte demolito in una notte di fine novembre? Cosa ancora aggiungere per il prossimo abbattimento la notte di Santa Lucia? Il coordinamento No Tav Brescia Verona e tutto il mondo ambientalista si chiede perché fare pubblicità ad un’azienda privata, CepavDue, per aver abbattuto un cavalcavia di pubblica utilità prima del tempo, solo per un’esclusiva esigenza di fretta del costruttore? Perché in Italia funziona così. Si demolisce, si butta, si distrugge ancor prima di iniziare a costruire, grazie ad una ‘politica’ senza visioni, intestardita nel voler continuare a danneggiare i territori, favorendo gli interessi di pochi per costruire opere pubbliche non prioritarie per l’Italia”.

Tav Brescia-Verona Lonato

“Il tutto mentre il Paese sta attraversando una situazione sanitaria ‘epocale’, a causa del Covid, dove a rischio ci sono (e ci saranno) molti posti di lavoro che inevitabilmente sfocerà in una crisi economica e sociale senza precedenti”, si legge nella nota. “Eppure la stampa ha voluto (o dovuto) raccontare la sua storia, ben lontana dalla realtà. Seppur nessuno metterà mai in discussione la bravura di tecnici e di professionisti che, in una notte, hanno demolito un cavalcavia, era doveroso raccontare anche l’altro lato della vicenda: la mancanza di sicurezze nei cantieri e il mancato rispetto del territorio e dei cittadini che lo abitano”.

“Immagini non di repertorio scattate domenica 29/11/2020 – lo stesso giorno dell’abbattimento del ponte nello stesso punto – documentano quanto la ‘grande professionalità’ tenuta per il lavoro notturno sia divenuta alla luce del giorno, una realtà al limite della legalità dove un giornalismo di inchiesta potrebbe scrivere intere pagine visto che cantieri pubblici si permettono di infrangere le semplici norme nei cantieri di lavori, rispetto a quello che meritava, a nostro avviso, la demolizione di un ponte fra i comuni di Calcinato e Lonato del Garda”.

Tav Brescia-Verona Lonato

“Perché ancora una volta i cantieri Tav dimostrano ‘arroganza’ e confermano quanto le regole, obbligatorie per tutti per la tutela della vita altrui, possano da loro non essere rispettate al contrario di imprese edili dipaese vessate da mille vincoli”, scrive il comitato No Tav. “E ancora una volta, come sempre, ci ritroviamo ad essere noi cittadini a segnalare: cancelli aperti (proprio a ridosso del ponte abbattuto) senza cartellonistica. Ma,ancora più grave: la presenza di mezzi con carichi sospesi addirittura per l’intera giornata di domenica 29/11/2020.
Ma soltanto qualche giorno prima, ancora operai senza mascherina e senza distanziamento l’uno con l’altro, come più volte evidenziato”.

“Agli attivisti non sono solo le sicurezze nei cantieri che preoccupano“. si legge ancora. “Da alcune settimane, personale certamente incaricato dal consorzio, sta procedendo con “iniezioni di cemento” nel sottosuolo per consolidare la zona a ridosso del tunnel, anche nelle vicinanze dell’autostrada. Come mai? Cosa stanno facendo? Eppure, anche questo sta avvenendo nel totale silenzio mediatico: nessuno vede niente. Un tacito silenzio che porterà inevitabilmente ad un nuovo disastro idrogeologico, senza ritorno, a soli pochi giorni dal dramma della Sardegna che conferma quanto la superficialità umana sia l’unica causa del dramma che l’ha colpita”.

Tav Brescia Verona lavori Lonato Calcinato No Tav

“Intanto i mezzi mediatici, procedono a pubblicare i proclami dell’avvio dei lavori di scavo della galleria di Lonato, per poi essere continuamente smentiti a seguito di rinvii. Insomma le tipiche “bugie” che accompagnano sempre le grandi opere pubbliche italiane, pagate con le tasse dei cittadini italiani, che nemmeno l’inaugurazione in pompa magna alla presenza del solito ministro di turno, ha sancito l’avvio (se ci consentite una battuta: lo sappiamo bene che la colpa sarà di Martina, la talpa birichina). Per questo, dopo l’ennesima fumata bianca, a CepavDue non rimane che farsi pubblicità, gettando un po’ di fumo negli occhi ai cittadini bresciani e veronesi con attività secondarie: delimitando nuove aree di cantiere con nastro arancione, demolendo ponti anzitempo, espropriando nuove terre per distorcere così l’attenzione dalla vera notizia comunicata nei giorni scorsi: ovvero che il buco nella galleria sarà rinviato ancora di qualche mese”.

Tav Brescia-Verona Lonato

“Per questo si è provveduto ad inoltrare agli organi di competenza un esposto/denuncia con quanto sopra evidenziato. Il coordinamento chiede e pretende la verità, la sicurezza dei territori, la sicurezza nei luoghi di lavoro e maggior controlli dagli enti preposti al fine che venga tutelata la nostra ‘terra’. La documentazione, le denunce, le fotografie e le richieste di controllo inviate dal coordinamento No Tav serviranno per documentare le responsabilità penali e civili, che dovessero derivare da sinistri a cose e persone. E perdonateci se è poco ma questo sì che dovrebbe essere argomento da prima pagina”.

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