Tremosine, padre e figlio bracconieri sorpresi dalla Polizia

Avevano ricavato un doppio fondo nel loro fuori strada mettendo arnesi per uccidere e macellare animali.

(red.) Nelle ore precedenti a lunedì 20 gennaio gli agenti bresciani del distaccamento di Vestone della Polizia provinciale hanno denunciato padre e figlio bracconieri mentre si trovavano a Tremosine, nel parco dell’alto Garda. Le forze dell’ordine in realtà si erano mosse sul posto per liberare un capriolo che era stato trovato ferito nel parco di una villa a Salò. Proprio in quel momento, lungo la Val Negrini, gli agenti hanno sentito un colpo d’arma da fuoco e udendo poi altri due colpi.

Subito dopo hanno individuato un 58enne e il figlio 29enne, entrambi di Tremosine, che si muovevano in modo sospetto. E in effetti hanno perquisito il loro fuoristrada trovando nascosti nel doppio fondo una carabina con ottica di precisione, tre proiettili e varie attrezzature da bracconaggio con cui catturare e macellare già sul posto gli animali che potevano catturare nel parco.

Il 58enne non aveva la licenza di caccia perché gli era stata sospesa e il figlio aveva munizioni non denunciate. Tutto il materiale è stato sequestrato e i due sono accusati di concorso di caccia senza licenza, in un giorno di silenzio venatorio, porto illegale d’arma in una zona vietata, detenzione e utilizzo di munizioni non denunciate e omessa custodia di armi e munizioni.

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