Rogo al centro benessere di Desenzano, chieste 2 condanne

4 anni e otto mesi per il mandante e 4 anni per l'esecutore. A marzo altri tre erano stati arrestati.

(red.) L’incendio appiccato ai danni del centro benessere “Il bello delle donne” di Desenzano del Garda, nel bresciano, il 10 dicembre del 2018, è approdato in tribunale a Brescia. E ieri, mercoledì 11, l’accusa ha chiesto 4 anni e otto mesi di reclusione per un 59enne barese che avrebbe pensato l’attentato e 4 anni per un 50enne originario di Monfalcone e che avrebbe concretamente acceso il rogo. I due sono a processo con rito abbreviato e il prossimo 18 dicembre è attesa la sentenza.

Si tratta di alcuni dei cinque componenti che lo scorso marzo erano stati arrestati – chi condotto in carcere e chi ai domiciliari – per concorso d’incendio, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Il 59enne che avrebbe pensato all’attacco incendiario avrebbe agito per vendetta a causa di un rapporto tra la compagna rumena di 40 anni residente a Montichiari e finita ai domiciliari e la titolare del negozio.

Proprio la mente, per l’accusa, avrebbe reclutato e assicurato un compenso a chi avrebbe agito appiccando il fuoco. Nella vicenda, la compagna del mandante si è vista stralciata la posizione a livello giudiziario, mentre un altro sarà a dibattimento. Si tratta di un imputato che avrebbe accompagnato in auto da Frosinone verso Desenzano l’esecutore materiale dell’attentato. E che il giorno dopo avrebbe denunciato il furto del proprio veicolo.

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