Limone, CdS: acquedotto ad Acque Bresciane

Sentenza del Consiglio di Stato contro il Comune che però continua a sperare nella Corte di Giustizia Europea e in un disegno di legge da parte del Governo.

(red.) Dal Consiglio di Stato è arrivata una prima battuta d’arresto per la questione dell’acquedotto bresciano di Limone sul Garda. Infatti, da tempo il Comune chiede di gestirlo in “house”, ma dall’altra parte c’è la posizione del gestore unico Acque Bresciane che rivendica la titolarità come nel resto della provincia. A favore della società è arrivata la sentenza del massimo e ultimo organo amministrativo che ha affidato al prefetto di Brescia Annunziato Vardé il ruolo di commissario per far rispettare l’esito e quindi indurre il comune gardesano a consegnare l’acquedotto al gestore unico.

Al contrario, lo stesso Consiglio di Stato ha negato il risarcimento da 602 mila euro chiesto dalla stessa società ai danni di Limone per le mancate entrate. Quindi, si parla solo di poche migliaia di euro per le spese legali a carico del Comune. Ma sull’alto Garda continua ancora la battaglia, considerando che la vicenda è al vagio della Corte di Giustizia Europea e sotto esame anche a Roma. A Bruxelles è attivo un ricorso, mentre il Governo sta pensando a un disegno di legge che potrebbe permettere a Limone di gestire il suo acquedotto. E sempre sull’alto Garda si sta pensando a un ambito autonomo di gestione del ciclo idrico.

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