Ca.Bre. di Verolanuova, rischio stop al depuratore: in bilico 60 posti di lavoro
Il caseificio della Bassa lancia l’allarme sui reflui provenienti dagli allevamenti. Secondo l’azienda, un nuovo blocco fermerebbe l’attività e metterebbe in difficoltà 30 produttori.
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Verolanuova. Un nuovo blocco del depuratore potrebbe fermare l’attività della Ca.Bre. di Verolanuova (Brescia) e mettere a rischio il lavoro di circa 60 persone.
È l’allarme lanciato dalla cooperativa casearia, che torna sulla questione dei reflui provenienti dagli allevamenti della Te-co Pig Line, di proprietà della famiglia Sisti di Lograto.
Al centro della vicenda c’è il funzionamento dell’impianto di depurazione del caseificio: Ca.Bre. sostiene infatti che i reflui conferiti dagli allevamenti non siano idonei e che il loro trattamento possa compromettere il processo di depurazione, con il rischio di uno scarico non conforme nel fiume Strone.
L’ultimo episodio risale al 18 settembre, quando l’ufficiale giudiziario nominato dal tribunale di Brescia ha disposto un nuovo accesso all’impianto. Per l’intervento è stata incaricata la O.B. Impianti di Orazio Brunelli, di Orzinuovi, con l’ausilio delle forze dell’ordine, per riattivare la pompa destinata alla ricezione dei reflui provenienti dagli allevamenti.
Secondo la ricostruzione di Ca.Bre., il rischio è che il conferimento continuo di reflui considerati non idonei possa provocare un nuovo collasso del depuratore. In questo scenario, la pubblica amministrazione potrebbe essere costretta a intervenire con il blocco dell’impianto e il conseguente fermo del caseificio.
Le ripercussioni sarebbero significative: il possibile stop coinvolgerebbe circa 60 collaboratori e renderebbe difficoltoso il conferimento del latte prodotto da circa 30 aziende, tra soci e conferenti.
La cooperativa ha già informato le rappresentanze sindacali e prospetta, in caso di mancata soluzione, il possibile ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti a tempo indeterminato.
La vicenda, come riporta Bresciaoggi, ha radici lontane. Ca.Bre., fondata nel 1954, ha mantenuto nel tempo l’attività di depurazione dei reflui degli allevamenti collegati alla propria storia produttiva. Nel 2000, dopo la cessione degli allevamenti, la cooperativa mantenne a proprio carico il trattamento dei reflui. Secondo la ricostruzione aziendale, le difficoltà sarebbero iniziate dopo il passaggio degli allevamenti agli attuali proprietari, nel 2016.
Un precedente particolarmente delicato risale al 2020, quando, secondo quanto riferito da Ca.Bre., il depuratore collassò e lo scarico nel fiume Strone risultò non conforme. L’impianto rimase fermo per tre settimane e il caseificio dovette ricorrere alle autocisterne per poter proseguire l’attività.
La situazione è tornata critica tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Il 3 marzo 2025 Ca.Bre. interruppe il ritiro dei reflui provenienti dagli allevamenti.
La vicenda è quindi approdata in sede giudiziaria, con una consulenza tecnica d’ufficio. Secondo la cooperativa, dalla consulenza sarebbe emerso che i reflui non erano coerenti, per qualità, con il normale refluo zootecnico suinicolo e potevano interferire con il processo di depurazione.
Ca.Bre. sostiene inoltre che le analisi effettuate dal marzo 2025 abbiano evidenziato nei reflui elevate quantità di azoto ammoniacale e la presenza di sostanze tensioattive, che l’azienda ritiene estranee ai normali liquami zootecnici.
Dopo il reclamo presentato dalla controparte contro la decisione del giudice, la vicenda è arrivata davanti a un collegio di tre giudici. Ca.Bre. riferisce che, pur riconoscendo la non conformità dei reflui rispetto ai normali reflui suinicoli e alle autorizzazioni ambientali, il collegio ha imposto alla cooperativa di ricevere i liquami. Da qui i successivi interventi dell’Ufficiale giudiziario, l’ultimo dei quali il 18 settembre.
La cooperativa afferma di aver segnalato la situazione agli enti competenti, tra cui Comuni, Ats di Brescia, Provincia e Arpa. Il timore resta quello di un nuovo blocco del depuratore, con possibili conseguenze sull’attività del caseificio, sul lavoro dei dipendenti e sul conferimento del latte dei produttori.








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