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Allarme aviaria, ancora focolai nella Bassa bresciana

Altri casi di contagio in allevamenti di Milzano, Pralboino e Pavone del Mella. Abbattuti oramai centinaia di migliaia di capi.

(red.) L’allarme aviaria nel bresciano non si placa: sono oramai una decina i focolai di influenza accertati negli allevamenti avicoli della Bassa. Dopo il primo caso rilevato a Casazze di San Gervasio e gli interventi di abbattimento preventivo nelle aziende vicine, per cercare di contenere la diffusione del virus, altri casi sono stati registrati nella zona sud est del bresciano, a Pralboino, Pavone del Mella e Milzano.
Ats ha informato che restano tre focolai attivi nella Bassa, e che verranno risolti entro la settimana.

Ad essere maggiormente colpiti gli allevamenti di tacchini, di galline ovaiole e di anatre, ma due casi sono stati riscontrati anche nella fauna selvatica (in un  Germano reale e in un Fischione). Sono già centinaia di migliaia i capi abbattuti, con un danno ingente per gli allevatori. L’assessore regionale all’Agricoltura, il bresciano Fabio Rolfi, ha richiamato il Governo al sostegno della “filiera avicola colpita in questo periodo storico sia dall’aumento dei costi energetici, delle materie prime e dei mangimi che dal ripresentarsi in maniera forte della aviaria nei territori centrali della produzione avicola italiana”, chiedendo risarcimenti per gli allevatori colpiti, con la riattivazione di “un fondo già presente per i precedenti casi di epidemia”. Non solo, per Rolfi, è nevcessario “un grande investimento in materia di biosicurezza avvalendosi delle risorse del Pnrr. La filiera avicola è una straordinaria eccellenza del Made in Italy”.

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