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Perquisizioni no vax, nei guai una 60enne bresciana

La donna, incensurata, tra i 29 indagati nell'operazione di polizia effettuata giovedì. Il suo ruolo sarebbe stato quello di reclutare "guerrieri" no vax. Pesanti le accuse a suo carico.

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(red.) E’ accusata, in concorso con altre 28 persone, di associazione per delinquere. Avrebbe “istruito” gli altri “no vax” come lei sulle modalità con cui sfuggire alle riprese delle telecamere di sorveglianza, reclutando altre persone per compiere raid vandalici e di imbrattamento degli hub vaccinali.
Nei guai è finita una 60enne residente nella Bassa bresciana, a Trenzano, individuata nel corso della vasta operazione di polizia postale di Genova e della Digos di Firenze, effettuata nelle scorse ore in diverse città d’Italia e che ha portato ad identificare decine di persone che avrebbero costituito una rete finalizzata a compiere imbrattamenti e danneggiamenti.
La 60enne, incensurata, è tra i 29 soggetti sottoposti nella giornata di giovedì 18 novembre, a perquisizioni e finiti nel registro degli indagati con l’accusa, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al danneggiamento e all’imbrattamento degli hub vaccinali e di avere costituito una società segreta e di avere istigato all’interruzione di pubblico servizio.

vandalismo centro vaccinale


Secondo gli inquirenti, la 60enne
 avrebbe avuto il compito
di arruolare persone, scelte dopo una sorta di “test di ingresso” che veniva effettuato in chat, cui avrebbe poi insegnato alcune tecniche per imbrattare le strutture vaccinali e gli altri centri dove vengono somministrate le dosi anti Covid.
In base a quanto emerso nel corso delle indagini della Digos che hanno portato all’identificazione di cinque soggetti (tra cui la 60enne della Bassa), sarebbero emerse le modalità suggerite dalla “reclutatrice” per far sì che i bliz no vax andassero a buon segno, senza che gli autori venissero identificati. “Muoversi sempre nei punti ciechi”, queste le raccomandazioni espresse dalla donna, “l’importante è trovare una zona sicura senza telecamere. Il problema delle telecamere non è tanto che ti riprendono in un determinato momento, ma che ti possono seguire se passano da un punto all’altro. L’unica cosa importante è avere un ‘punto isola’ “.
Nel corso della perquisizione sono state sequestrate bombolette spray, adesivi del movimento “V_V” oltre a fogli manoscritti con le domande da fare agli aspiranti “guerrieri”.
Sequestrati anche tutti i supporti informatici in dotazione alla donna.
Sarebbero quasi 20mila le persone facenti parte di un gruppo, attivo su alcune delle principali piattaforme social, con oltre 50 fra pagine, gruppi, canali e chat.
Il ruolo della 60enne bresciana, che farebbe parte di questo network, sarebbe stato, secondo chi indaga, quello di “reclutare formare e istigare gli attivisti più radicali a portare avanti azioni ostili contro strutture o nei confronti di figure professionali deputate ad attuare il piano vaccinale”.

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