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Manerbio in Azione: “La piscina è patrimonio pubblico, servono scelte condivise”

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(red.) “La stampa di questo ultimo periodo ha proclamato in pompa magna numerosi interventi realizzati o da realizzarsi sul territorio, senza consentirci, tuttavia, di capire se vi sia o meno o quale possa essere la visione e la prospettiva a lungo termine che l’amministrazione comunale intende dare a Manerbio, e in particolare allo sport”, si legge in un comunicato di Manerbio in Azione. “Una notizia fra tutte, però, ha fatto trasalire i manerbiesi di ogni generazione: l’ipotesi di cambiare destinazione d’uso alla piscina comunale espressa dall’assessore ai lavori pubblici Serena Cominelli, senza minimamente precisare, peraltro, per quali diversi fini”.

“Una dichiarazione calata in un comunicato a tratti un po’ paradossale”, si legge ancora nella nota, “in cui prima si allude all’interlocuzione con privati interessati alla gestione, poi si fa genericamente riferimento a strutture sportive in perdita di altri paesi limitrofi, per poi concludere con la balzana idea del cambio di destinazione d’uso, dimenticando che questa giunta da oltre otto anni ci sta propinando la favola di un ‘bando di idee’ per raccogliere le migliori proposte provenienti dal mondo accademico e da professionisti. La realtà è che i cancelli di quello che un tempo rappresentava un simbolo di Manerbio, centro ricreativo e sportivo, sono chiusi ormai da troppo tempo e i manerbiesi, con rammarico e nostalgia, sono costretti ad andare e a portare i propri figli in altre piscine della provincia”.

“Le piscine non sono solo un luogo destinato a coloro che praticano il nuoto agonistico”, prosegue il documento, “ma anche l’occasione per i cittadini di svolgere attività motoria, per i giovani di crescere in salute e nella socialità, per gli istituti scolastici e gli oratori di svolgere attività ludico/sportive; senza dimenticare il mondo della disabilità, dove lo sport esprime un significato decisamente più importante, e quello degli anziani, che nelle attività motorie in acqua trovano vantaggi contro le malattie croniche. Tutti dovrebbero poter avere libero accesso alle principali attività sportive, e Manerbio ha la possibilità e il dovere di offrire anche questo servizio ai manerbiesi. Lo sport, oltre a preservare il benessere fisico, è un insieme di valori importanti, che in una collettività devono essere incentivati da un’Amministrazione comunale sensibile alle esigenze dei propri cittadini, e non accantonati solo per una scelta di comodo. ‘Se sembra impossibile allora si può fare’, sono le parole di Bebe Vio, che di sport e sacrifici certamente se ne intende”.

“Abbiamo la convinzione che il polo sportivo di via Verdi, insieme allo stadio di calcio, all’ex-bocciodromo e alle numerose palestre, siano già il nostro ‘palazzetto dello sport’. Come Manerbio in Azione abbiamo la convinzione che sia necessario, tuttavia, che queste infrastrutture vengano recuperate, correttamente gestite e manutenute, e perché ciò accada sono necessari la concertazione e il dialogo con tutte le realtà sportive manerbiesi e provinciali, con i cittadini e con tutte le forze politiche. Serve il coraggio del confronto e dell’ascolto per poter realizzare un progetto di città.
Mai come oggi Manerbio ha bisogno di punti di aggregazione sicuri e vivibili, per evitare di essere etichettati nella bassa bresciana come il paese dei ‘non luoghi’, dei siti dismessi, del patrimonio pubblico in degrado.
Sollecitiamo la giunta comunale ad occuparsi delle manutenzioni dei propri immobili, ad avere cura del decoro urbano e a garantire sicurezza e presidio del territorio, concludendo i prossimi diciotto mesi di mandato elettorale non solo a colpi di altisonanti titoloni sui giornali, ma con decisioni vere condivise con la comunità, in questo momento stanca e disorientata”.

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