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Verolanuova: 1.353 firme contro il tempio crematorio di Cadignano

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(red.) Una nota del “Comitato per la salute e l’ambiente di Verolanuova” informa che la petizione contro la realizzazione di un tempio crematorio nel territorio municipale di Verolanuova ha raccolto numerose adesioni ed è stata depositata in Comune. A seguito della manifestazione di interesse presentata dall’amministrazione comunale di Verolanuova per la costruzione di un tempio crematorio nella frazione di Cadignano, è sorto un gruppo spontaneo di cittadini, poi costituitosi in comitato, contrario a tale localizzazione e che si è reso promotore di una petizione sottoscritta da 1.353 firme, volta a chiedere al sindaco, Stefano Dotti, ed alla sua giunta il ritiro della candidatura tramite revoca della delibera di giunta del 16.12.2020.

“La localizzazione individuata per l’impianto non rispetta la distanza minima di 500 metri raccomandata dagli esperti per limitare i danni alla salute”, spiegano i rappresentanti del comitato. “L’impianto, infatti, sorgerebbe a pochi metri dalle abitazioni, dalle scuole elementari e dall’asilo. Davanti a quest’ultimo, inoltre, transiterebbe gran parte dei 2400 cortei funebri annui minimi, previsti dal progetto, con un impatto psicologico non irrilevante per i nostri bambini”.

La contrarietà riguarda anche l’impatto ambientale dei forni crematori: “Nonostante le rassicurazioni delle aziende costruttrici”, spiega il comitato, “la letteratura medica conferma le ripercussioni ambientali di questi impianti, che emettono nell’atmosfera sostanze altamente nocive e cancerogene, come diossine/furani, PM10, PM 2.5, idrocarburi aromatici policiclici, mercurio e altri metalli pesanti. Il nostro è un territorio già segnato da importanti danni ambientali, quali sversamenti di reflui zootecnici, cementificazione selvaggia, presenza di allevamenti intensivi con emissioni di concentrazioni sovramassimali di nitrati. Questo impianto peggiorerebbe la situazione, peraltro a pochi passi dal PLIS –Parco Fiume Strone, area naturalisticamente protetta”.

Per queste ragioni, il comitato ha avviato, poco meno di due mesi fa,una campagna di sensibilizzazione e una petizione sottoscritta da 1.353 cittadini, depositata al Comune di Verolanuova il 25 febbraio scorso: “Un risultato altamente significativo, se si considera che la piccola frazione di Cadignano conta poco più di 900 anime e nonostante il difficile periodo che stiamo vivendo. Non ci è, peraltro, stato concesso il permesso di organizzare banchetti di raccolta firme, sebbeneil Dpcm allora in vigore non lo vietasse”.
Si è svolto, inoltre, un incontro tra la giunta comunale di Verolanuova ed il comitato, il giorno 26 febbraio, nel quale – informano i membri del comitato – il sindaco ha promesso la rinuncia alla candidatura. “La giunta ha 30 giorni di tempo per risponderci con un atto formale di revoca della delibera del 16 dicembre”, conclude il comitato, “finora abbiamo ricevuto solo rassicurazioni verbali, ma i documenti ufficiali parlano diversamente e sono ancora in vigore. E’ necessario quindi mantenere alta l’attenzione su questo tema, finché non riceveremouna risposta ufficiale”.

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