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Inchiesta “Scarface”, procedimento disciplinare per Cc di Chiari

Cinque militari non avrebbero tenuto un comportamento adeguato verso un imprenditore che è finito agli arresti.

(red.) Il prossimo martedì 2 marzo si aprirà il procedimento disciplinare nei confronti di cinque carabinieri della caserma di Chiari, nel bresciano, per il loro comportamento non ritenuto adeguato nei continui rapporti con l’imprenditore Francesco Mura. Cioé l’uomo finito in carcere e ritenuto a capo di una presunta associazione a delinquere per il riciclaggio di denaro incassato in particolare attraverso le vincite al Lotto.

Ma l’uomo è accusato anche di avere legami con la criminalità organizzata. Nell’ambito dell’inchiesta “Scarface”, quella che ha portato a sollevare il caso e con tutte le conseguenze successive, un carabiniere e un ex agente della Polizia stradale accusati di corruzione si erano già visti interdire dallo svolgimento del ruolo di ufficiale pubblico.

Ora è il turno, come riporta il Giornale di Brescia, dei cinque carabinieri della caserma di Chiari che rischiano di essere trasferiti in altri territori. Secondo l’accusa, l’imprenditore finito agli arresti era libero di muoversi all’interno della sede militare e sfruttando gli agenti per i propri motivi personali.

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