I Verdi: “Perché il comune di Verolanuova ostacola la raccolta firme contro il crematorio?”

(red.) I Verdi-Europa Verde della Bassa bresciana intevengono ancora con un comunicato sulla vicenda del forno crematorio a Verolanuova. “Nei prossimi giorni”, scrivono, “chiederemo un incontro con la Prefettura per chiarire la mancata concessione del permesso per occupare il suolo pubblico per una raccolta delle firme da parte del comitato dei cittadini che si oppongono al forno crematorio attuando tutte le misure anti-Covid. Per far comprendere a quale livello si stia abbassando l’amministrazione comunale per difendere un progetto che ogni giorno risulta sempre più indifendibile, è stato negato a livello verbale il permesso di occupazione del suolo pubblico, mentre la Prefettura ha scritto che è possibile la raccolta delle firme, basta avvisare le forze dell’ordine”.

“Ricordiamo al sindaco di Verolanuova e alla sua giunta”, si legge nel documento dei Verdi, “che non è certo l’amministrazione a concedere a propria discrezione l’occupazione di suolo pubblico, ma che fortunatamente è un normale atto di competenza degli uffici, e che la compilazione delle 7 (sette) righe di testo di autorizzazione da inserire in un file sicuramente già predisposto non avrà di certo mandato in sofferenza alcun ufficio. Ma soprattutto gli ricordiamo che prima di parlare di disponibilità al confronto dovrebbe per esempio spiegare come mai si rifiuti di rispondere al comitato con un atto formale (per scritto) ad una precisa richiesta da parte dei suoi concittadini che si sono costituiti in un comitato a difesa del proprio territorio e della salute dei propri abitanti”.

“Riteniamo profondamente sbagliato aggravare un’area già fortemente compromessa come la nostra”, conclude la nota dei Verdi-Europa Verde della Bassa bresciana, “a causa della presenza di continui sversamenti di liquami e di sostanze nocive nelle rogge, di lastre di amianto abbandonate, di notevole traffico automobilistico e della mancanza di decisivi interventi sulla ‘mobilità sostenibile’. Questo forno crematorio incrementerebbe l’utenza e quindi il traffico veicolare di trasporto delle salme provenienti dai paesi vicini. Ma questa volta i cittadini di Verolanuova, di fronte alla democrazia negata, se la stanno evidentemente costruendo da soli”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.