Variante inglese, maxi focolaio a Corzano: positivo il 10% dei cittadini

La diffusione è legata al contesto scolastico. Per fortuna quasi tutti sono asintomatici e ora posti in isolamento.

(red.) In queste ore intorno nei primi giorni di febbraio i riflettori dal punto di vista della diffusione del contagio da Covid-19 in provincia di Brescia sono accesi su Corzano, nella bassa. Il motivo è legato al divampare di un focolaio che ha interessato le scuole, tanto da rilevare la presenza di 139 soggetti positivi (su una popolazione di 1.400 abitanti) e 189 in totale, compresi i contatti stretti, costretti alla quarantena. Per fortuna sono tutti asintomatici o con sintomi lievi e assistiti a domicilio, mentre solo una persona ha avuto bisogno di essere trasferita in ospedale.

A cosa sarebbe dovuto questo focolaio? Al centro c’è la tanto temuta variante inglese, quella che si è dimostrata essere molto più contagiosa, ma non più letale rispetto al ceppo originale. E la conferma è arrivata dall’Ats di Brescia ieri, mercoledì 3 febbraio, nel momento in cui ha ricevuto i risultati del sequenziamento del genoma da parte del laboratorio gestito dal professore Arnaldo Caruso all’ospedale Civile di Brescia. In tutti i 14 campioni analizzati, infatti, era presente la variante inglese. Ma lo stesso professionista sottolinea di voler svolgere un altro supplemento di indagini perché non è escluso che ci sia stata un’altra mutazione, forse in quella altrettanto temuta brasiliana.

La situazione aveva iniziato ad essere allarmante nella seconda metà di gennaio quando il sindaco Giovanni Benzoni, a sua volta positivo con la famiglia, aveva disposto la chiusura dell’asilo e della scuola elementare fino a lunedì 8 febbraio. Ma la misura sarà certamente prorogata. Come detto, lo scorso 24 gennaio erano emersi una ventina di casi positivi tra il personale scolastico e gli studenti facendo emergere alla fine di gennaio i 139 casi positivi, cioé il 10% della popolazione. In ogni caso e per fortuna tutti i casi sono stati tracciati e posti in isolamento e infatti nei primi giorni di febbraio i nuovi casi positivi sono stati solo un paio.

Dal punto di vista scolastico, al momento l’istituto superiore “Dandolo” della frazione Bargnano resta salvo e le lezioni proseguono seppure a metà tra distanza e in presenza. E c’è il timore in paese che Corzano possa diventare zona rossa come fu Codogno all’inizio dell’emergenza pandemica. Ma dalla piccola comunità dicono che sarebbe una follia perché rispetto alla scorsa primavera la situazione è meno gravi e il tracciamento è più preciso.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.