Sgominato gruppo di mafia nigeriana, nel bresciano c’era il “general”

Un 43enne di Carpenedolo tra i 31 arrestati sull'asse verso Ferrara e Torino. Nel bresciano i riti di affiliazione.

(red.) Ha portato anche nel bresciano un’operazione condotta nelle ore precedenti a venerdì 30 ottobre da parte della Polizia su disposizione delle questure di Ferrara e Torino e connessa a sgominare un’organizzazione criminale di mafia nigeriana. E per quanto riguarda la nostra provincia, è finito in manette a Carpenedolo un uomo di 43 anni che veniva definito “general” e ritenuto uno dei capi. Ma non solo, perché sempre nel bresciano, secondo l’accusa, si sarebbero svolti i particolari riti di affiliazione che qui vengono contestati.

L’indagine era partita nel luglio del 2018 quando un uomo venne colpito con un machete. Le direzioni distrettuali antimafia sono poi arrivate a capire che dietro quell’episodio ci sarebbero state delle faide connesse all’organizzazione. Il risultato ha visto ieri, giovedì 29 ottobre, notificare trentuno ordinanze di custodia cautelare, compreso il 43enne di Carpenedolo, con accuse che vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti allo sfruttamento della prostituzione.

Secondo chi indaga, sul bresciano – ancora non è stato trovato il luogo dove avvenivano – si svolgevano veri e propri rituali di affiliazione al gruppo mafioso con riti voodoo, bevendo whisky, ripetendo frasi e con la musica alta. Entrato a far parte del gruppo, la persona veniva poi reclutata per commettere i vari reati.

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