Filosofi lungo l’Oglio, lunedì a Orzinuovi Stefano Zamagni

(red.) Si chiudono gli incontri del mese di settembre del Festival Filosofi lungo l’Oglio con due importanti appuntamenti che sono lo spunto per un’analisi sulla politica e la società contemporanea attuale, passando attraverso le sollecitazioni che arrivano dall’architettura, chiamata a ripensare lo spazio in rapporto all’eredità del passato.

A intervenire, il 28 settembre a Orzinuovi (Bs), ci sarà il celebre economista Stefano Zamagni a partire da una interessante riflessione di natura sociale e politica legata alla società contemporanea. Una società che, come dice Zamagni, cade vittima di una nuova ossessione: l’aporofobia, ovvero la paura del povero, deve essere ripensata. Il riformismo non basta. Di qui le domande: Come impegnarsi? Come capire e, al tempo stesso, come agire?

Da cui il tema del suo intervento: La politica della vita confuta l’etica della vita umana: che fare contro l’aporofobia?

Siamo nel bel mezzo di una trasformazione di portata epocale, come poche ve ne sono state nel passato. La storia ci insegna che quando una società si trova ad affrontare un punto critico nascono paure. La paura, che è un potente aggregatore di consenso politico, è usata in chiave meramente strumentale per raccogliere favore a breve termine e mettere tra parentesi le vere urgenze del nostro presente.

La paura ha, però, bisogno di essere oggettivata in un capro espiatorio: “gli ultimi” della società, ovvero i più indigenti e vulnerabili lasciati in balia del proprio destino. A partire da queste considerazioni, si aprono numerosi scenari sociali e politici in cui la parola chiave di quest’anno, “essere umani”, trova una sua potente declinazione.

Nelle fasi di passaggio d’epoca, come quella attuale, bisogna passare dall’economia politica all’economia civile e capire che anche il modello di welfare va cambiato.

Stefano Zamagni, già presidente dell’Agenzia per il terzo settore, è uno dei maggiori economisti contemporanei, apprezzato in tutto il mondo per i suoi studi in materia di economia sociale. Nel novembre 2013 è stato nominato da Papa Francesco membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali di cui è diventato presidente nel marzo 2019. In parallelo alle riflessioni di Zamagni su politica e società il 30 settembre, parlerà a Barbariga (Bs),

Marco Ermentini, uno dei grandi protagonisti del Festival Filosofi lungo L’Oglio. Fondatore della Shy Architecture Association che raggruppa il movimento per “l’architettura timida”, affronterà un tema a lui caro, ovvero l’importanza di Un nuovo contratto con il mondo: abitare timido.

Come dice Ermentini, “Il pensiero timido non è il malato della società, ma il medico”. Nella società del consumo, dell’esibizione e dell’apparenza, non c’è posto per la timidezza. Se il mito della società contemporanea consiste nell’affermazione di sé e nella cultura dell’io, i valori del rispetto dell’altro e della considerazione del diverso non trovano terreno fertile in cui crescere e per questo vanno riaffermati. Allo stesso modo, vedendo la tendenza di un’architettura “gridata” ed esibita a qualunque costo, la novità diventa il tentativo di ricucire un rapporto di continuità con il passato.

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