Coronavirus, Pontevico non più Covid free. Lombardia fa scorta di dpi

Piccolo focolaio nel paese della bassa bresciana. Al Pirellone partono gli ordini di mascherine, guanti e camici.

(red.) Neanche il tempo di entrare a far parte dei cosiddetti Comuni Covid free, cioé senza nuovi casi di contagio da coronavirus in ventotto giorni, e Pontevico, nella bassa bresciana, ripiomba di nuovo nella preoccupazione, anche se minore. Nella giornata di ieri, lunedì 10 agosto, infatti, dall’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia fanno sapere che tra i sette nuovi casi positivi emersi a livello provinciale nel bollettino diffuso dalla Regione Lombardia, ci sono tre proprio a Pontevico. C’è la sensazione che si tratti di un piccolo focolaio, anche se, come segnala il Giornale di Brescia, si parlerebbe di persone residenti nel paese ma straniere.

E si sta valutando se siano casi collegati in qualche modo alla situazione della vicina provincia di Mantova, dove nelle settimane precedenti a martedì 11 agosto è emerso un maxi focolaio all’interno di un’azienda agricola, con anche cinque bresciani coinvolti. Nel frattempo a livello regionale, nonostante la guardia resti alta per il rischio di contagi di ritorno per chi tornerà in Lombardia dalle vacanze, la preoccupazione maggiore resta in autunno, soprattutto in vista della riapertura delle scuole il prossimo 14 settembre (già il 7 gli asili). Gli esperti sono tutti concordi nel calcolare un possibile rialzo dell’indice di contagio Rt dopo il nuovo inizio della scuola e su questo fronte al Pirellone, come stanno facendo anche nelle altre regioni, si sta facendo scorta di dispositivi di protezione individuale.

In poco più di un mese la direzione generale del Welfare guidata dall’ex direttore generale dell’ospedale Civile Marco Trivelli sta lanciando ordini per mascherine, camici, guanti e ogni tipo di dispositivo di protezione da dare agli ospedali pubblici e privati, alle case di riposo e centri diurni, così come alle agenzie di tutela della salute e ai medici di medicina generale. E per prevenire una possibile nuova ondata si calcola che i numeri degli ordini saranno basati sulla richiesta emersa ad aprile, uno dei periodi più drammatici della pandemia a livello lombardo. E sul fronte della scuola, che come detto è una prova importante anche sul fronte del rischio di una nuova diffusione del contagio, alla fine di agosto è previsto un vertice tra i tecnici e la parte politica per definire un piano di prevenzione.

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