Coronavirus, ministro Guerini a Orzinuovi. E Del Bono parla dei carri militari

Anche a Brescia potevano arrivare i carri per trasportare le salme. "Non volevo spettacolarizzare" rivela Del Bono.

(red.) Nella serata di ieri, venerdì 31 luglio, è arrivato in visita a Orzinuovi, nella bassa bresciana, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini in occasione della presentazione del libro “Il grande flagello” del giornalista Massimo Tedeschi. All’appuntamento, oltre al sindaco di casa Giampietro Maffoni, era presente anche il primo cittadino di Brescia Emilio Del Bono. Orzinuovi è il paese bresciano che ha più sofferto la pandemia sanitaria da coronavirus con le 154 vittime e di cui anche nella casa di riposo della località. Il ministro, nelle dichiarazioni riportate dal Giornale di Brescia, ha sottolineato come l’Italia sia stato il primo Paese occidentale chiamato ad affrontare il Covid-19 e usando un modello che si è rivelato positivo.

E durante l’incontro organizzato dal Partito Democratico, non è mancata una critica da parte del primo cittadino locale per il fatto che nel paese bresciano più colpito dall’emergenza e a due passi da Codogno, primo focolaio italiano, il ministro della Difesa di fatto e solo ieri sia stato il primo rappresentante del Governo a giungere in visita. “Mi aspettavo molta più vicinanza ai territori” ha detto Maffoni. Il ministro ha anche indicato come la strada del lockdown sia stata decisiva per evitare il moltiplicarsi di altri contagi, “ma spero che non ci sia più bisogno” ha detto. E il sindaco di Brescia Del Bono, parlando di quella drammatica e simbolica immagine, con cui diversi camion militari trasportavano le salme fuori da Bergamo, ha rivelato come il fatto sarebbe potuto avvenire anche a Brescia, la seconda città più colpita a livello nazionale.

“Non volevo spettacolarizzare la morte di massa e non ho voluto che i camion militari portassero via i morti del Covid, invece abbiamo voluto preservare quelle vittime” ha detto il primo cittadino di Brescia nelle dichiarazioni riportate ancora dal quotidiano bresciano. E lo stesso sindaco sottolinea anche come i medici lombardi abbiano sottoscritto un documento in cui parlano di una serie di criticità da affrontare in vista di una possibile nuova ondata di epidemia in autunno.

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