Coronavirus, “Regione ha riaperto Rsa che avevo chiuso dopo Codogno”

Parla il direttore sanitario delle case di riposo di Orzinuovi, Orzivecchi e Barbariga: primi paesi investiti dall'epidemia.

(red.) C’è stata una sottovalutazione del rischio nell’iniziare ad affrontare l’emergenza sanitaria da coronavirus in alcune zone della provincia di Brescia e soprattutto nel rapporto tra enti istituzionali e territorio? Un elemento di questo genere, di cui dà notizia il Giornale di Brescia, arriva da Orzinuovi, Orzivecchi e Barbariga che, per la vicinanza al focolaio di Codogno, sono state le prime a essere investite dall’ondata di epidemia.

Bruno Guarneri, direttore sanitario di queste tre case di riposo e delle Fondazioni riunite della Bassa bresciana dice di essersi mosso già il 22 febbraio, il giorno successivo alla scoperta del primo caso di contagio nel lodigiano, al pronto soccorso di Codogno. Ed era stato deciso di chiudere tutto, evitando nuovi ingressi di anziani e anche le visite da parte dei parenti dotando tutto il personale delle mascherine.

Ma il 25 febbraio, come rivela il direttore sanitario, con un’ordinanza la Regione Lombardia avrebbe fatto riaprire le strutture. Quindi, riammesse visite – seppur protette – e anche concesso agli anziani di tornare nei centri diurni. Fino al 6 marzo quando dal Pirellone è arrivata la nuova ordinanza di chiusura. E ora nelle tre Rsa vengono eseguiti i tamponi anche agli ospiti asintomatici per capire la situazione.

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