Coronavirus, case di riposo restano nel mirino nel bresciano

32 ospiti deceduti nelle ultime settimane alla "Tavelli" di Verolanuova. Morto il direttore amministrativo a Seniga.

(red.) Il fronte delle case di riposo, anche in provincia di Brescia, resta il più delicato e spesso drammatico nell’affrontare l’emergenza sanitaria in corso. E dopo i casi di Barbariga, Coccaglio e Quinzano, anche a Verolanuova la situazione è preoccupante. All’interno della residenza per anziani “Gambara Tavelli” ci sono 120 ospiti, ma nel corso delle ultime tre settimane si sono registrati 32 deceduti. Anche se, come è ormai tristemente noto, non si può accertare se sia stato il Covid, visto che a nessuno è stato sottoposto il tampone.

Per ovviare a questa incertezza, come riporta il Giornale di Brescia, la casa di riposo ha deciso a proprie spese di eseguire un esame sierologico sugli anziani e i risultati sono in attesa da un laboratorio di Padova. Nel momento in cui si capirà quali siano positivi al virus e quali sani, gli spazi della Rsa potranno essere organizzati in modo diverso. Le visite da parte dei parenti sono state annullate già dalla fine di febbraio, ma fino a metà marzo il centro diurno è rimasto aperto per i corsi frequentati da chi proveniva da fuori. E ora nella struttura ci sono anche alcuni ospiti che presentano difficoltà respiratorie, mentre il personale si è visto ridurre a causa proprio della malattia.

Un’altra casa di riposo che piange il dramma del virus è quella di Seniga, anche se qui è deceduto il direttore amministrativo Bruno Marini a 71 anni. Nato e residente a Bagnolo Mella, per diversi anni aveva lavorato nella casa di riposo del paese e ultimamente era stato ricoverato all’ospedale di Manerbio dopo essere risultato positivo al Covid. Infine, anche la casa di riposo “Arici Sega” di via Fiorentini a Brescia si aggiunge a quelle colpite dal virus. Qui si segnalano i primi due casi positivi.

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