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Polizia penitenziaria, presidio davanti al carcere di Canton Mombello

Il personale in servizio a Brescia denuncia disordini, atti di autolesionismo, incendi, oltre a minacce e aggressioni. Il personale è sotto organico e l'affollamento è al 200%.

(red.) Dalle 10 alle 12 di questo sabato 19 febbraio è in programma davanti al carcere di Canton Mombello un presidio sindacale con assemblea del personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Brescia. Gliuomini della Polizia Penitenziaria, si legge in una nota, “manifestano dinanzi al carcere la propria rabbia e senso di frustrazione per le insostenibili condizioni lavorative all’interno del carcere cittadino. Non passa giorno senza che i poliziotti rischino la propria pelle. Le condizioni lavorative hanno superato la soglia di attenzione e di sicurezza”.

Il personale in servizio a Brescia denuncia disordini, atti di autolesionismo, incendi, gestione di detenuti psichiatrici e/o tossicodipendenti, sovraffollamento al 200%, grave carenza di personale, insulti, minacci e aggressioni ai poliziotti che hanno reso il lavoro un inferno e molto insicuro.
“L’amministrazione penitenziaria non ha fatto nulla per migliorare le condizioni di sicurezza lavorative”, si legge in un volantino. “La gestione lascia a desiderare e le relazioni sindacali sono precarie. I sindacati, nonostante avessero chiesto un incontro urgente, sono ancora in attesa di essere convocati al fine di comprendere quali iniziative la direzione vorrà adottare a tutela del personale. La ministra della Giustizia dica con chiarezza se il garantismo, che nasce come sano principio, possa trasformarsi in un mostro che può permettersi di superare ogni limite della dignità di un povero poliziotto che giura solennemente per difendere e rappresentare lo Stato e le istituzioni invece si trasforma in un semplice uomo in divisa senza mezzi, strumenti e tutele”.

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