#IoApro, bar e ristoranti chiedono di tornare a lavorare. Pochi “disobbedienti”

Ieri pomeriggio la manifestazione di protesta in piazza Paolo VI. Pochi locali aderiscono alla riapertura.

(red.) La giornata di ieri, venerdì 15 gennaio, è stata quella che ha visto a Brescia la protesta di titolari di bar e ristoranti, ma anche di alcune altre categorie, contro le chiusure alle quali da mesi, causa pandemia, sono costretti. Il punto di riferimento è stata piazza Paolo VI in città dove è stato apparecchiato un tavolo per quattro persone e nei piatti un lucchetto come simbolo della protesta. E’ il presidio organizzato dall’Arthob, l’associazione dei ristoranti, trattorie e hostarie bresciane che raccoglie 350 attività commerciali.

A farsi portavoce è stata la presidente Emanuela Rovelli che ha chiesto, insieme agli altri, di poter tornare a lavorare con più stabilità. Ma anche un dialogo con le istituzioni per soluzioni concrete. Molti, infatti, hanno sottolineato come nonostante bar e ristoranti siano chiusi o aperti a singhiozzo i contagi tendono sempre a restare alti. Una situazione che, come ha sottolineato anche la presidente del settore agroalimentare di Confindustria Brescia Daniela Grandi, pesa sull’intera filiera. E comprendendo la difficoltà dovuta ai problemi sanitari, chiedono almeno di avere ristori equi e veloci. Al termine della manifestazione, durata un paio di ore, un gruppo di Arthob è stato ricevuto in prefettura.

Tra l’altro, l’associazione si era opposta alla scelta di disobbedienza civile lanciata a livello nazionale #IoApro e che ha coinvolto anche il bresciano. In realtà, tra molti che lo avevano annunciato, sono stati pochi quelli che realmente hanno aderito per paura di incorrere nelle sanzioni o nella chiusura, anche nei controlli che la prefettura aveva deciso di intensificare. In provincia, a Isorella in un bar sono arrivati i carabinieri nel momento in cui c’erano una decina di clienti. Sempre nella bassa bresciana, a Montichiari qualcuno ha appeso fantocci impiccati ai gazebo dei vari locali. Anche in Valtrompia, come scrive Bresciaoggi, una realtà ha aderito e ieri mattina ha ricevuto i carabinieri che le hanno anticipato una sanzione e in vista di possibili giorni di chiusura. Per questo motivo, in attesa di decisioni, da oggi, sabato 16 gennaio, farà solo servizio d’asporto.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.