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Coronavirus, Brescia contro zona rossa. Fontana: “Nessuna deroga per 15 giorni” fotogallery

Ieri il governatore lombardo, sentito il ministro Speranza, ha ribadito: almeno due settimane in zona rossa.

(red.) La lettera condivisa da parte dei sindaci dei Comuni bresciani, redatta dal presidente della Provincia Samuele Alghisi e dal presidente dell’Associazione Comuni Bresciani Gabriele Zanni ricevuti ieri, giovedì 5 novembre, in prefettura, così come la missiva dei sindaci dei paesi capoluogo della Lombardia orientale non potranno sortire alcun effetto, almeno per i prossimi quindici giorni. Quella di ieri, giovedì, è stata una giornata di protesta pacata da parte di diversi amministratori lombardi, soprattutto bresciani e tra i paesi meno colpiti in questa seconda ondata della pandemia da Covid-19 e che non ci stanno ad essere di nuovo inseriti nella zona rossa.

Che vuol dire, di fatto, un nuovo lockdown, seppur più leggero rispetto a quello della scorsa primavera. Ma come detto, almeno per due settimane Brescia e l’intera Lombardia dovranno restare in zona rossa. Lo ha confermato anche il governatore Attilio Fontana che ieri, dopo una conversazione con il ministro della Salute Roberto Speranza ha sottolineato l’impossibilità di opporsi all’attuale ordinanza che entra in vigore oggi, venerdì 6 novembre, in contemporanea con il nuovo dpcm. “L’ordinanza firmata mercoledì dal ministro Speranza ha decretato la zona rossa su tutto il territorio regionale, senza alcuna possibilità di deroga.

Solo successivamente, dopo almeno due settimane – ha detto Fontana – sulla scorta dell’evoluzione della situazione, sarà possibile per i presidenti di Regione chiedere delle misure di allentamento per determinati territori”. E concluse almeno le prime due settimane, in base anche agli indicatori, potrà quindi essere solo il ministro della Salute a decidere, sentita ovviamente la Regione. “Voglio dire ai lombardi, che già hanno fatto grandi sacrifici, che dobbiamo tenere duro ancora un po’ e garantisco – conclude Fontana – che non arretrerò di un passo finché il Governo non avrà erogato le risorse promesse ed effettuato i ristori”.

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