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Targhe straniere, Motorizzazione civile in crisi

Venerdì mattina si è arrivati anche alla rissa tra le decine di persone in coda per fare richiesta. Ma è in arrivo una circolare apposita per risolvere.

(red.) Il caso di Lonato del Garda, così come i nove episodi scoperti in pochi giorni dalla Polizia Locale di Montichiari, nel bresciano, stanno sollevando un polverone intorno al decreto sicurezza del ministro Salvini. In particolare, il fatto che i veicoli usati da cittadini residenti in Italia da almeno due mesi debbano essere immatricolati anche nel nostro Paese, seppur acquistati all’estero. E questo scenario ha mandato in crisi la Motorizzazione civile di Brescia che nei giorni precedenti a mercoledì 30 gennaio ha visto formarsi numerose code agli uffici per fare richiesta.

E non sono mancati i momenti di agitazione. Il rischio di incorrere nelle multe da 712 fino a oltre 8 mila euro e la confisca dei mezzi se non regolarizzati entro sei mesi hanno portato a moltiplicarsi le richieste agli uffici di via Grandi. Come dà notizia il Giornale di Brescia interpellando la Motorizzazione, si parla di 26 pratiche riuscite su 201 a dicembre – il decreto sicurezza è entrato in vigore il 4 – e altre 350 richieste in questo mese di gennaio. E venerdì mattina 25 gennaio, nell’unica ora di apertura dalle 11 alle 12, è scoppiata persino una rissa tra le decine di persone in coda e in cui è rimasta coinvolta anche un’impiegata dell’Aci.

Oggetto della contesa riguarda una comunicazione dello scorso 20 dicembre sul fatto di radiare il veicolo all’estero prima della consegna di libretto e targa da usare in Italia, ma ora è giunta un’altra circolare dal ministero dei Trasporti che segnala come si possa giungere alla nazionalizzazione dei veicoli. E’ quindi sufficiente che le autorità estere diano la comunicazione di assenso per consentire a chi si è visto sequestrare il veicolo di poterlo riprendere e usare.

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